Si fa presente che, in base alla normativa di legge, per poter essere ammesso alla donazione il donatore deve poter dimostrare l’effettiva capacità di leggere e comprendere il questionario ed il materiale informativo. A maggior ragione deve dimostrare di avere sufficiente padronanza della lingua per sostenere il colloquio con il medico, colloquio che ha anche lo scopo di fugare eventuali dubbi di comprensione del questionario. In taluni casi i cittadini stranieri che vivono in Italia hanno una conoscenza della lingua bastante ad affrontare le normali situazioni della vita quotidiana, ma non riescono ad essere sufficientemente chiari nel rispondere a quesiti riguardanti malattie o comportamenti particolari; ciò costringe il medico a negare l’idoneità.

Quanto sopra ricade nelle misure di sicurezza trasfusionale previste dal noto decreto ministeriale del 2 novembre 2015, concernente la qualità e sicurezza del sangue, a cui i trasfusionisti devono obbligatoriamente attenersi.

Tale prassi si ispira unicamente a situazioni oggettive, non ha alcun intento discriminatorio e deve essere applicata indistintamente a tutti i donatori non di lingua italiana, da qualsiasi parte provengano.


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