Gli anni della maturità

L’A.F.D.S. del presente

L’A.F.D.S. è arrivata ai suoi primi quarant’anni, e i quarant’anni sono il traguardo della maturità”. La frase è della sig.ra Anna Maria Papais, sindaco del Comune di San Giorgio della Richinvelda e segretaria provinciale dell’A.F.D.S. Pordenone.

Le parole furono pronunciate il 27 luglio 2008 quando l’associazione festeggiò il proprio anniversario, l’ultima domenica di luglio nella giornata dedicata alla Porchetta.

Quarant’anni descrivono un fatto biografico e un traguardo storico che elenca e comprende anni, numeri, avvenimenti e risultati positivi. Tuttavia, la maturità, oltre ad essere un riassunto del passato è anche un monito per il presente e per il futuro. E’ un’esortazione a percorrere il continuum storico iniziato dai fondatori. Quando ci si adopera per il meglio per seminare la cultura del dono del sangue, in una comunità come Domanins, il miglior risultato che si può raccogliere è la solidarietà che diventa cultura e costume, abito e identità di un paese. Il dono del sangue è diventato, con il passare degli anni, un imperativo categorico per un sempre un maggior numero di persone. Il passato ha insegnato ai fondatori a conoscere i propri donatori, i benefici della trasfusione per la salute dei pazienti e le esigenze dei donatori stessi.

L’esperienza storica dell’A.F.D.S. ha insegnato al dono del sangue come dialogare e convivere in un paese, nei momenti della festa e nei momenti della quotidianità. Il presente è il tempo nel quale tendono ad indebolirsi i legami sociali fra il paese e l’associazione, e fra il paese e gli stessi individui. Una disaffezione che cresce verso tutto ciò che è folclore e socialità che sono gli elementi basilari sui quali la Sezione Donatori di Sangue si è da sempre appoggiata per potersi integrare con la comunità. Purtuttavia, le donazioni di sangue non sono calate ma, anzi, continuano ad aumentare, così come aumentano gli iscritti.

La sezione riesce comunque a mantenere vive le proprie tradizionali iniziative e i propri momenti di affiatamento (le cene sociali, le gite, la Lucciolata, la Porchetta, le pizze, il Babbo Natale, l’onoranza ai donatori defunti ecc. …), e da un altro lato si registra una crescita progressiva delle trasfusioni di sangue, pur con tutti i limiti e le innumerevoli complicazioni che la vita quotidiana e le esigenze della salute pongono ai donatori.

Nel periodo che va dal 2005 al 2010, l’A.F.D.S. Domanins supera per tre volte il proprio record di donazioni annue. Nel 2005 con 199 donazioni effettuate, nel 2007 con 207, nel 2008 con 209, 194 donazioni del 2009, 199 del 2010, 163 nel 2011. L’anno del quarantesimo Domanins raggiunge il record assoluto di donazioni, con una quota ambitissima di un donatore attivo ogni sette abitanti e una donazione di sangue ogni quattro. Ciò è stato il frutto di un grande lavoro passato quasi sotto silenzio ma che invece è stato una realtà concreta.

L’A.F.D.S. Domanins raggiunge il primato dei primati per la nostra regione e forse anche per l’Italia abbinandosi tra l’altro ad un trend positivo a livello provinciale. L’A.F.D.S. di Pordenone, infatti, nel 2008 supera le ottomila donazioni avvicinandosi alle cifre annuali totalizzate dall’A.V.I.S.

Il dono del sangue è diventato quindi così “automatico” che non serve più l’organizzazione? Affermare ciò è dir troppo. Il gruppo dirigente dell’A.F.D.S. vede un po’ scomparire l’attrazione esercitata dal paese a dal suo folclore da parte dei giovani.

L’A.F.D.S. di Domanins festeggia la tradizionale Porchetta nel boschetto del campo sportivo che si svolge con il suo solito copione. I labari e i donatori sono sempre numerosi mentre i compaesani sono in calo. La cena sociale registra la presenza dei simpatizzanti. Con l’edizione del 2008 si sposta nell’accogliente sala del Gruppo Alpini di San Giorgio Richinvelda.

Il Quarantesimo di fondazione. Il sindaco Anna Maria Papais pronuncia il suo discorso

Il Babbo Natale è l’iniziativa nella quale si assiste a un turn over di giovani ragazzi e ragazzini che accompagnano i pastori in una vigilia di regali ancora singolare e divertente.

Così le gite scorrono nella stessa direzione con i fedelissimi che accolgono l’invito di maggio per fare un viaggio in autobus verso località turistiche amene e tranquille. Il 2005 segna una pausa di riflessione per la Lucciolata che non trova più le forze e gli entusiasmi e, in settembre lascia il posto ad una riedizione aggiornata ed ampliata della Festa del Patrono, la tradizionale sagra del paese voluta dalle associazioni di Domanins, alla quale i Donatori di Sangue collaborano per i primi anni.

Il più grande male che colpisce la società intera in questi anni e, il maggior pericolo per la pratica della donazione di sangue, è lo stress quotidiano che deriva da una conduzione generale della vita sempre più frenetica e complicata con la controparte di insoddisfazione e di incertezza. Aumentano i bisogni generali ed il tempo lavorativo si dilata inesorabilmente a sfavore del tempo libero. Si cerca sempre più evasione da ogni impegno e da ogni attività che richieda lavoro e riflessione, così, di conseguenza, si allentano i legami sociali e l’attaccamento al proprio territorio, soprattutto quando il tempo libero è largamente occupato dal mondo virtuale di Internet che diventa sempre più sostitutivo dei rapporti sociali e personali in larga parte fra le giovani generazioni.

Questo è anche il maggior pericolo per la pratica delle donazioni. La maggior parte di coloro che decadono da donatori di sangue sono tutti donatori posti in sospeso senza giustificato motivo di età, di salute o di lavoro che comportino trasferimento.

Nel decennio precedente al periodo 2005-2010 le trasformazioni continue che la realtà della donazione del sangue ha posto alla collettività e a cui la Sanità e le associazioni nazionali e locali hanno dovuto por mano sono state svariate e notevoli. Si va dall’aumento della quantità richiesta di sacche di sangue intero necessarie per l’aumento degli interventi chirurgici (si passò in meno di un decennio da 350 a 450 ml di prelievo per singola donazione), dall’aumento degli incidenti domestici e non, all’aumento delle malattie procurate dalla miriade di virus, parassiti ed agenti infettivi che hanno invaso l’Europa, dall’Africa e dall’Asia. Si devono aggiungere anche i grandi pericoli legati all’A.I.D.S. causa l’aumento dei rapporti occasionali a rischio.

8105 donazioni è stato il risultato dell’A.F.D.S. Pordenone nel 2008 In alto, a fianco della copertina de “il Dono”, lo specchio della produzione di plasma in Italia. Il Friuli raggiunge l’autosufficienza. Sotto, i risultati Sezione per Sezione.

Tutti questi motivi non sono mai stati così determinanti, almeno per la nostra realtà, per quanto potrebbe riguardare un rallentamento delle trasfusioni. Spesso, anche la semplice donazione è considerata un piccolo disturbo che occupa il tempo libero prolungando il tempo dell’impegno. Eppure le trasfusioni e i donatori, nella sezione di Domanins come nella nostra provincia non hanno registrato drastici cali ma anzi, incrementi e acquisizioni di nuovi donatori, tali che la parabola del numero di donazioni e di donatori attivi salì sempre più in alto. Come è stato ottenuto questo risultato? Indubbiamente il merito spetta sempre a tutti. Le associazioni e le O.N.L.U.S. esercitano sempre un ruolo importante e basilare con il riuscire a mediare fra le istituzioni sanitarie e l’utenza rappresentata dai donatori.

I rapporti tra i donatori ed i centri trasfusionali sono stati agevolati istituendo un calendario delle donazioni, il quale organizza le giornate per ciascuna sezione della zona facente riferimento ad un determinato istituto ospedaliero.

L’Ospedale Civile di Spilimbergo (2010).

Per quanto concerne la propaganda e cultura della donazione, i soggetti operanti del volontariato hanno utilizzato nel nostro territorio delle piccole comunità una comunicazione più personale e diretta, più semplice e più efficace. Una comunicazione precisa e puntuale, attenta ai ritmi e alle esigenze dei donatori. Una comunicazione che è stata premiata anche perché al sociale è stata unita la cultura. “Cultura sociale” è la parola d’ordine che qualifica al meglio l’A.F.D.S. ed il merito spetta incontestabilmente ai donatori, alla loro “scelta volontaria e personale”.

Cinquant’anni di attività hanno portato frutti meritevoli. La piena maturazione dell’associazione emerge e consiste in questa simbiosi fra i donatori e la loro associazione. Un legame sotto il segno di una identità che Domanins si è data da tempo. In tempi duri per l’associazionismo ed il volontariato, il primato del sangue di Domanins passa sotto silenzio ma è comunque realtà concreta e identità comunitaria che passa gradualmente di generazione in generazione come una fiaccola che rimane sempre accesa ed è, forse, nella naturalezza di un continuum che consiste la sua maturità.

Il dono del sangue, le associazioni e la medicina in Italia oggi

Il dono del sangue e il mondo del volontariato

Il volontariato del sangue, per il raggiungimento dei propri fini e per la promozione del dono gratuito e anonimo, si orienta in una triplice direzione. Le quattro associazioni nazionali dei donatori di sangue (A.V.I.S., F.I.D.A.S., C.R.I., FRATRES) avvertono l’esigenza di un rapporto più forte e stabile con le istituzioni sanitarie e statali. Al fianco di questa direzione verticale, le quattro associazioni hanno allacciato rapporti sempre più stretti tra loro medesime componendo un Comitato Interassociativo che raggruppa tutti i volontari italiani del dono del sangue appartenenti ai quattro sodalizi nazionali e delle federate (C.I.V.I.S.). Il C.I.V.I.S. organizza incontri e conventions formative e di aggiornamento e, così, anche a livello giovanile, accanto ai nostri annuali meetings dei giovani F.I.D.A.S., cui appartiene anche l’A.F.D.S., vi sono i meetings dei giovani del Civis.

Oltre a questi legami il volontariato del sangue, in direzione orizzontale, collabora e si unisce con le realtà del mondo del volontariato e dell’associazionismo. Alleanze al di fuori della famiglia ma che rientrano nello specifico di un’associazione di volontariato per natura e per finalità. Il volontariato del sangue si sente sempre più legato a filo doppio con il restante mondo del volontariato. Il dono del sangue non è solo un dovere civico ed umano al fine di risolvere un problema sanitario. Il dono del sangue fa parte del sociale ed il dono non si riduce alla sua mera materialità. La forte valutazione etica e ideale della donazione è sentita e ribadita da più parti del mondo del volontariato e di tutto ciò che rientra od abbraccia la sfera del sociale, sia direttamente sia indirettamente: nello sport, nella politica, nella scuola, nel sindacato, nelle parrocchie. La forte sensibilità umana e solidale, il valore civile, il senso collettivo di chi anima il volontariato accomuna tantissime persone e tutte le fasce sociali e i diversi credi, religiosi o laici. 

Un insieme condiviso di valori che fa del Terzo Settore – così viene denominato il volontariato – il mediatore fra lo Stato e i privati, fra l’ordinamento, che con la sua elefantiaca burocrazia non riesce sempre a soddisfare i bisogni e le esigenze di tutti, e i cittadini che vivono in situazioni sempre più complesse e bisognose. Il volontariato – quindi anche i donatori di sangue – riveste figura e ruolo sempre più determinanti. Attore politico (nel senso ampio) e sociale, il volontariato è non solo un dispositivo civile di tramite fra le istituzioni ed il privato cittadino ma, unendo e conciliando i valori tutto il popolo, laici e cattolici, vede sé medesimo come un luogo ed un centro di valori assoluti e puri, che vanno oltre le de-finizioni ed il rapporto cittadini-Stato e che vedono il mondo come un consorzio umano, dove l’umanità è sinonimo di uomo, di debole e bisognoso.

Valori che sono valori umani ed oggetto di fede per chi è credente, questo spiega la forte simpatia che il dono del sangue e i donatori suscitano nella Chiesa, nel mondo delle parrocchie e nelle altre religioni.

Alcune delle più famose sigle delle associazioni del volontariato sociale con cui i Donatori di Sangue indirizzano la propria attività

Ogni vita e progetto hanno bisogno della continuità delle loro giovani leve. Il passaggio del testimone è sempre stato una questione delicata.

Paura, scetticismo e pigrizia sono le tre forme differenti in cui si manifestano le difficoltà dei giovani alla donazione del sangue.

La paura è un fatto naturale verso un evento che ancora non si conosce ma la psicologia sociale descrive le nuove generazioni come dei soggetti deboli e fragili, molto impressionabili dal dolore e che avvertono come un dramma il pericolo di una menomazione fisica.

Lo scetticismo si spiega con la sfiducia nei confronti dell’equipe medica e del mondo della sanità che è un’estensione della sfiducia che investe l’intero sistema statale e sociale. Paura e scetticismo si combattono relativamente più facilmente. La paura va presa con un po’ di pazienza e col tempo, lo scetticismo si annulla evidenziando gli innegabili vantaggi che la donazione comporta e rappresenta per i pazienti riceventi e per i donatori stessi. Più ostica e pericolosa è invece l’indolenza. Pigrizia è il rifiuto naturale verso tutto ciò che è impegno. Lo sforzo più grande è quello di vincere l’indifferenza all’impegno sociale e a tutti i problemi di salute che ci riguardano da vicino, che la donazione del proprio sangue può risolvere e che non occorra averne prima bisogno di ricevere per capire l’utilità di donare.

Per fortuna non tutti la gioventù sembra colpita dal “virus pandemico” dell’indifferenza. Esiste una grossa fetta di persone che ama il volontariato e che si sente realizzata, unendo impegno e divertimento. Molti giovani che non si sentono di “seconda fascia” e che sono diventati bravi e capaci nel trasmettere il messaggio ai propri coetanei. L’A.F.D.S. e la F.I.D.A.S. hanno beneficiato e beneficiano di molti giovani che hanno saputo valorizzare. Esiste ed è molto attivo, infatti, il Gruppo Giovani F.I.D.A.S. che raggruppa ragazzi e ragazze dai 18 ai 28 anni con la specifica funzione di diffondere la cultura del dono del sangue verso i propri pari età. Il gruppo nazionale è organizzato “federativamente” regione per regione accogliendo i giovani di tutte le associazioni. I giovani si ritrovano e si uniscono nei meetings periodici organizzati dalla federazione che conosce l’importanza dei giovani e ha capito bene il perché e il come vanno tutelati.

Negli annuali meetings i giovani frequentano dei corsi di formazione che in parte sono a base medico-scientifica ed associativa e in parte sono anche a corsi per apprendere i metodi e gli strumenti della comunicazione. E la comunicazione porta i giovani ad andare verso i gli altri giovani cioè andare dove vanno e ci sono gli altri.

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I Giovani F.I.D.A.S.

Siamo una comitiva grande e generosa che comprende tutti i ragazzi e le ragazze al di sotto dei 28 anni iscritti presso le associazioni federate della F.I.D.A.S..
Siamo giovani di tutta Italia, una moltitudine di ragazzi diversissimi singolarmente, ma con in comune almeno una cosa: la coscienza che salvare la vita con un atto così minimo come il dono del sangue sta alla base del vivere sociale.
I più attivi di noi si sono presi qualche impegno in più e nelle varie federate hanno dato vita a dei Gruppi Giovani attivi in varie zone di presenza della F.I.D.A.S..

Cosa Facciamo

Il nostro compito non è solo quello di donare in modo volontario, anonimo, periodico, gratuito e responsabile il nostro sangue, ma anche quello di diffondere la cultura della donazione tra i nostri coetanei, raggiungendoli presso le scuole, le università ed i luoghi di aggregazione tipici della nostra generazione.
La fascia d’età alla quale apparteniamo è, infatti, la più restia nei confronti della donazione del sangue, principalmente a causa degli impegni, di studio e di lavoro, che sembrano assorbire interamente il nostro tempo.
Ogni nostra attività è supportata dalla formazione, che viene condotta attraverso specifici corsi, convegni, conferenze e laboratori tenuti durante i meeting annuali nazionali, regionali e locali: momenti formativi, sì, ma anche di incontro e di scambio di idee, esperienze, perplessità, pensieri, sogni. Occasioni di istruzione vissuti con il divertimento, l’allegria e la freschezza tipici di una comitiva di veri amici!!
Il nostro è puro e genuino volontariato, senza fini di lucro, interamente dedito alla solidarietà verso il prossimo, che per noi rimane un anonimo bisognoso di vita, degno della stessa qualità di vita che ci scorre nelle vene. Non esiste fattore discriminante che possa escludere da tale dono: le nostre sono associazioni apartitiche, aconfessionali, senza principi selettivi di sesso, etnia, linguaggio, credenze religiose ed idee politiche.

Tratto dal sito www.fidasgiovani.it

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Per questo vediamo i giovani e la F.I.D.A.S. organizzare appuntamenti e luoghi di incontro e scambio con il pubblico dovunque il pubblico va: nelle scuole, nelle conventions socio-culturali, nelle scuole ed università, a teatro, in discoteca, nei concerti musicali, nelle fiere enogastronomiche, nelle affollate e calde serate estive al mare o in montagna, in Parlamento ecc…

Il Gruppo Giovani nelle sue trasferte utilizza il Motorhome ed il simpaticissimo Gocciolino. Il Motorhome è un autocaravan promozionale che compie il suo tour in giro per l’Italia ed il Gocciolino è un pupazzo gigante alto cinque metri raffigurante una goccia di sangue. Vi sono anche i meetings giovanili del C.I.V.I.S. dove F.I.D.A.S., A.VI.S., C.R.I. e Fratres collaborano assieme.

Il dono a Pordenone

I giovani donatori di tutta Italia devono far ben sperare per arginare una pessimistica previsione su di un progressivo calo futuro delle donazioni dei giovani di età 18-28 che, allo stato attuale, sembrano in maggioranza restii alla donazione e che, fra una quindicina d’anni, non sopperiranno i riposi definitivi degli oltre sessantacinque-sessantenni.

I giovani donatori della provincia di Pordenone s’impegnano sin da ora a invertire il trend negativo della nostra provincia negli anni 2005-2006-2007 rispetto ad una piccola ma concreta nel resto della Regione e in tutta Italia. Diffidenza e sfiducia atavica che in misura minore ancora permane nei meno giovani e nelle generazioni più attempate verso il sistema sanitario e la medicina: la paura dei farmaci e delle cure possono essere la causa di un rallentamento delle trasfusioni volontarie unite assieme ad un handicap a livello giovanile che da un po’ di anni ci portiamo dietro.

Il gruppo giovani A.F.D.S. della Provincia di Pordenone

Con una gioventù perlopiù demotivata e superficiale Pordenone dimostra di saper esprimere una verde compagine che è dinamica nello spirito e convintissima dei propri obiettivi come delle proprie capacità.

Il gruppo Giovani Donatori di Pordenone partecipa ai corsi di formazione e ai meeting e alla campagna regionale “Noi ci siamo e tu?”, iniziativa promossa dalla F.I.D.A.S. Regionale, dalle altre associazioni di donatori di sangue della Regione e dell’assessorato regionale alla salute. Il tour passa per diverse località e per i maggiori avvenimenti della Regione: Friuli Doc, Mokambo, Pordenone Legge, Sagra degli Osei, lo Zoncolan ed in famosi ed ameni paesi e cittadine come Spilimbergo, Villa Manin di Passariano ecc. … Il tour consiste in un saluto verso il pubblico stazionando con il camper griffato, con il gigante Gocciolino e con gadgets, palloncini, volantini, le “palle antistress” da distribuire ai passanti specialmente ai bambini. L’iniziativa ha avuto luogo dall’estate 2007. Questa è la manifestazione più nota e più bella, altre sono state lo “Sport in vetrina”, le Giornate dello Sport o i tornei di calcetto e tanti altri momenti a carattere sociale.

Il nuovo logo dell’A.F.D.S. del Pordenone, creato nel 2008, accanto ad un manifesto dell’Avis. Le due associazioni, analoghe ma distinte, non rinunciano a collaborare assieme per il compimento dei propri fini.

“Noi ci siamo e tu?” è uno slogan che ci auguriamo tutti che rimanga inciso nelle menti e nelle volontà di tutti i nostri giovani. Il Friuli è una terra ricca, ricchissima di esempi di solidarietà e di altruismo, da secoli. La solidarietà è una “tradizione” e quindi lo è anche la donazione del sangue. Al Friuli spetta il primato della produzione di plasma e dell’autosufficienza di sangue intero, le donazioni in questo quinquennio sono ancora in crescita mentre l’A.F.D.S. Pordenone subisce un rallentamento solo fisiologico fino al 2007 per ripartire poi nel 2008 con uno storico ed inatteso superamento del muro delle ottomila donazioni annue. Ciò è dimostrato anche dal “Progetto Polmone” destinato dal Centro Nazionale Sangue al Friuli-Venezia Giulia, regione serbatoio di scorte di sangue intero. Partito nell’estate 2009, il progetto ha avuto come obiettivo la disponibilità di un certo numero di donatori “a chiamata” diretta e subitanea per recarsi a donare entro le successive 48 ore.

Se dobbiamo, però, parlare dell’attività dei Donatori di Sangue nella nostra Provincia e farne un bilancio consuntivo e di previsione, evidenziarne gli aspetti positivi e i rischi per il futuro significa parlare dei giovani. I problemi più ricorrenti e periodici sono: le donazioni annue; i centri trasfusionali e i loro rapporti con i donatori; il bilancio annuale e le risorse economiche; la cura ed il miglioramento dell’informazione e dell’immagine attraverso le pubblicazione sulla carta stampata o sul sito web; infine, appunto, i rapporti con i giovani e la loro crescita nelle donazioni e associativa.

Il calo delle donazioni nel triennio 2005-2007 è stato solo un calo fisiologico, tanto è che nel triennio successivo 2008-2010 la tendenza si è invertita cancellando i tre anni precedenti in negativo (7.720 donazioni nel 2005, 7.647 nel 2006, 7.602 nel 2007, 8.105 nel 2008, 8.228 nel 2009, 8.360 nel 2010). Nel 2011 l’A.F.D.S. Pordenone conta 10.927 donatori iscritti di cui 6.128 attivi e periodici. Per ciò che riguarda, invece, i centri trasfusionali, gli orari, i giorni di apertura e di prelievo, il numero e la disponibilità del personale medico sono semplici problemi di routine, così gli altri aspetti non isolano l’A.F.D.S. Pordenone dalle situazioni difficili delle altre associazioni e federate come dal resto dei sodalizi che s’ispirano al volontariato. La ripresa è partita nel 2008 dopo che nel primo trimestre il parziale era sceso addirittura a 125 donazioni in meno rispetto al 2007. A fine anno abbiamo raggiunto la quota di 8.105 donazioni. Il merito spetta indubbiamente, in primis ai donatori e ai presidenti di Sezione e a tutti gli altri volenterosi che hanno ripreso a fare promozione e a dare un giro di vite ma, contro il nostro arrugginirsi c’è stato il rinverdimento da parte dei giovani e del loro gruppo. Le loro iniziative al pubblico e il lavoro svolto assieme al Gruppo Scuola in collaborazione con l’A.V.I.S., l’A.D.M.O., l’A.D.O. e l’A.I.D.O. hanno dato un impulso ed un’immagine diversa all’A.F.D.S.

L’attività del Gruppo Scuola

L’avanzo in positivo fra le donazioni tra il 2008 è 2007 è stata determinata da una maggior frequenza dei donatori attuali e dalla novità dei nuovi donatori, in molti di giovane età, che costituiscono la differenza tra le new entry e i donatori che si collocano a riposo o in sospensione. Perciò, è il lavoro svolto dalla compagine giovanile che rappresenta la novità positiva da tenere conto, che ha contribuito in misura decisiva ad uscire dall’impasse e che ci fa tenere il passo con il resto del Friuli.

Il problema può nascere da una scarsa presenza dei giovani, donatori e non donatori, alle attività dell’associazione. Se molti fra i giovani continuano a vedere i Donatori di Sangue come un cenacolo di vecchi che s’incontrano alla domenica mattina nelle annuali Giornate del Donatore per ricordare la loro giovinezza nella quale l’A.F.D.S. era una delle poche cose che arricchivano il loro tempo libero.

Tante fra le nostre sezioni A.F.D.S. sparse nel territorio e nei paesi, grandi e piccoli, sono come delle Pro Loco legate ed intrecciate con il tessuto culturale della propria comunità e questo, forse, può apparire poco attraente per la verde età. Il folclore, il costume e il passato espressi dalle parole e dagli incontri fra i più anziani sono momenti troppo tristi e noiosi: feste, sagre, le messe e i cori della chiesa, cene con i tradizionali giochi di società come la lotteria o la briscola, le gite e le visite guidate fra i monti e le valli della propria terra non sono, per i giovani, così accattivanti come i loro sabati sera! Se i giovani assumono coscienza dell’importanza di un dono piccolo, semplice e gratuito come il dono del sangue, la sua efficacia per la salute, il suo valore sociale, la sua gratificazione sul piano esistenziale come vuole la solidarietà, parola d’ordine di ogni volontariato e di ogni famiglia e comunità possono anche rifiutarsi di partecipare alla vita sociale che la nostra associazione offre. “Basta che vadano a donare!” Questa è la sostanza ed il continuum che dobbiamo garantire. Donazioni e principi di una vita sana e corretta, attiva e non sedentaria, ma il rischio è che la distanza fra le generazioni e l’insofferenza verso le nostre feste si leghi progressivamente alla donazione di sangue e se la porti dietro con sé nascondendola e isolandola nel silenzio e poi nel dimenticatoio. E questo che dobbiamo impedire che succeda, questo è il rischio ed in fondo la sfida e la scommessa della nostra maturità.

L’attività sociale dei Donatori di sangue di Domanins

A Domanins i donatori continuano proficuamente la propria attività. Ventisei sono i nuovi donatori nel quadriennio 2005-2008 (6 nel 2005, 7 nel 2006, 5 nel 2007, 8 nel 2008) e le donazioni ottengono il risultato più alto. La Sezione ha attraversato quattro anni impegnativi, con meno iniziative a carattere sociale in confronto alle stagioni precedenti.

L’A.F.D.S. rispetta gli impegni classici, di rito (cena sociale, gita, Porchetta e Babbo Natale), porta a casa la Lucciolata solo nel 2005 ma partecipa alla Festa del Patrono di Domanins, recuperata dalla storia – la Festa di San Michele Arcangelo non si teneva da diversi anni – e organizzata da tutte le associazioni e i gruppi del paese.

E’ stata una stagione fruttuosa sul piano trasfusionale e di collaborazione con le due consorelle comunali.

Fiera di Pordenone. Il 6 maggio 2005 Cristiano Lenarduzzi ritira il premio per la Lucciolata 2004 assegnato all’A.F.D.S. Domanins dall’Associazione Via di Natale.

I problemi delle donazioni riguardano solo i rapporti con i centri immuno-trasfusionali, nel nostro caso con il centro di Spilimbergo. Personale – presenza e disponibilità e appuntamenti per la plasmaferesi: sono questi i punti. Le giornate del calendario subiscono una leggera riduzione che non accontenta tutte le sezioni; la diminuzione si riscontra anche per il numero dei medici non ottemperando alla convenzione stipulata tra l’A.F.D.S. e l’A.S.S. e A.S.L. al fine di richiedere la presenza di due medici professionisti, un medico ausiliario ed una seconda infermiera; i tempi lunghi e i ritardi involontari ed imprevisti; i limiti – un po’ scoraggianti – per i nuovi donatori e per il plasma. Sono problemi e questioni ordinarie che non ostacolano le donazioni. Un buon terzo dei donatori di Domanins si rivolge presso gli altri centri della provincia (se non anche fuori) e parte di coloro che preferiscono Spilimbergo non hanno grandi problemi a cambiare istituto.

Gian Paolo Chiandotto, al suo terzo mandato da presidente dell’A.F.D.S. di Domanins, ritira le benemerenze dei donatori della propria Sezione dal Presidente della Provincia di Pordenone Elio De Anna, al Congresso di Tamai 2005.

Il Gruppo Giovani in provincia intensifica la sua attività, purtroppo però, a Domanins non riscuote adesioni. La Lucciolata scompare nel 2005 per carenza di personale e per affrontare con più calma e tranquillità la notte della Porchetta. L’impegno della simpatica manifestazione della Via di Natale è sostituito dalla Festa del Patrono, idea del Gruppo Animatori e del M.G.D. alla quale partecipa l’A.F.D.S. e gran parte dei giovani e della popolazione.

Il consiglio direttivo alla fine del 2004 si rinnova. Decimo mandato. Il 26 novembre si riunisce, in sala Obberoffer, l’Assemblea dei Soci Donatori per le elezioni ed il 30 novembre il Consiglio entrante nomina ed elegge le proprie cariche sociali. Presidente Gianpaolo Chiandotto, vice-presidente Monica Pancino, rappresentante dei donatori Valter Martini, segretario Cristiano Lenarduzzi. Consiglieri: Basso Luca, Martini Romeo, Lenarduzzi Fausto, Lenarduzzi Enrico, Col Gino, De Candido Fabio. Revisori dei Conti: Tonelli Ilaria, Conte Roberto, Tondat Graziano, Gaiatto Moris.

Domanins, 19 luglio 2008. Il Direttivo dell’A.F.D.S. Domanins, con questa foto scattata nel giardino di casa Luigi Fabbro, vuole ricordare il raggiungimento del traguardo del quarantesimo. Da sinistra: Roberto Conte, Valter Martini, Ilaria Tonelli, Cristiano Lenarduzzi, Enrico Lenarduzzi, Graziano Tondat, Fabio De Candido, Romeo Martini, Monica Pancino, Gianpaolo Chiandotto, Fausto Lenarduzzi, Gino Col.

Le cene sociali si sono svolte nella sala Obberoffer (fino al 2007) e nella sala del Gruppo Alpini di San Giorgio (dal 2008) con il loro classico copione: come da tradizione la cena si svolge sempre i primi giorni dell’anno, solitamente il penultimo sabato di Carnevale; cena artigianale con cucina propria, un contorno di ragazze per aiutare a servire la cena; i comici o un gruppo musicale per ravvivare la serata e la lotteria per arricchirla. Come di consueto, il presidente Chiandotto espone all’inizio della festa la relazione morale e di bilancio dell’anno passato, le autorità presenti pronunciano il discorso ufficiale: il vice presidente A.F.D.S. Provinciale Ivo Baita, il sindaco Anna Maria Papais, il parroco don Danilo, il presidente E.F.A.S.C.E. Luigi Luchini. Il resto della serata è affidato alla fantasia di chi sa farla allietare e divertire.

Panoramica della sala Obberoffer 2005

Le gite sociali si svolgono in Austria nel 2005 a Klagenfurt e a S. Veit, sul Lago di Garda, Salò e Sirmione nel 2006, nell’incantevole Verona nel 2007, a Vittorio Veneto e Cison di Valmarino nel 2008.

La gita in Austria è una tradizione che non va mai fuori di moda: paese tranquillo e riposante, affine al nostro Friuli, adatto per una scampagnata primaverile nel suo paesaggio invitante. Negli anni successivi abbiamo deciso di cambiare portando i nostri donatori e simpatizzanti in Veneto e Lombardia in località belle e deliziose ma il percorso troppo lungo ci costringerà forse in futuro a scegliere mete più vicine.

La Porchetta si svolge con un rituale identico da quasi quarant’anni: quaranta giornate sotto il sole di luglio sono state il compleanno della comunità!: ultima domenica di luglio, ritrovo nel piazzale dietro la Parrocchiale, le furlane, le bande musicali di Valvasone e Vivaro (alternandosi negli anni pari e dispari), onoranza ai donatori defunti davanti al monumento ai caduti, marcia in corteo fino al campo sportivo, messa sotto il boschetto, discorsi ufficiali, pranzo a base di Porchetta sotto le frasche per i partecipanti e a domicilio per gli anziani, la lotteria, la briscola, i giovani al chiosco, le donne alla verdura, i giochi tranquilli come il calcio saponato, i cavalli con il carretto, i trenini elettrici e partite di calcio giocate sul campo regolare e sudato sotto il sole estivo. E’ sempre questo il panorama della giornata. Bambini e anziani rimangono i più contenti alla fine della giornata.

La Lucciolata, utilizzata come ouverture del sabato sera prima della Porchetta, nel 2006 viene sostituito da un contributo in denaro per la Via di Natale. Chiude la Porchetta la pizza sociale alla Nana per tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della sagra paesana.

Chiude l’anno il Babbo Natale con i pastori, i babbi e le babbe che portano caramelle e cioccolatini per le case con regalini particolari, a volte pregiati e raffinati, come un ombrello (2004), una zuccheriera (2005), un kit di coltelli (2006), un asciugamano da bagno (2007), kit di coltello e forchettone (2008).

24 dicembre 2004. Fabio e Romeo i pastori; Francesca, Oksana, Alessandro, Giada e Luca

La Festa del Patrono di San Michele Arcangelo è stata la novità di questi anni. Dopo parecchio tempo le associazioni del paese con i giovani e tutti i volenterosi hanno riproposto l’edizione di una piccola sagra che a Domanins era sempre presente negli anni belli e genuini e a cui Domanins ci teneva. Nel 2005 la sagra patronale trova approvazione e collaborazione da parte di tutti i gruppi associativi senza distinzioni: il Consiglio Pastorale della Parrocchia, il Gruppo Animatori, Il Movimento Giovani Domanins, i Rangers e noi A.F.D.S.

La festa si svolge domenica 25 settembre. L’A.F.D.S. si rende disponibile procurando il tendone, preparando il pranzo e organizzando la lotteria. Dopo le varie riunioni estive fra le associazioni e la Parrocchia si decide il programma: si ripropone il tema tradizionale della Santa Messa con le quattro furlane che portano all’offertorio il pane, il vino, l’acqua e l’immagine di San Michele, accompagnate vivamente dal coro parrocchiale. La festa comincia sabato 24 con la meravigliosa “Mostra degli Artisti e degli Artigiani di Domanins” ove, nelle sale dell’ex scuola elementare, vengono esposte tutte le loro opere, di pittura e di scultura, come anche di ingegno e di invenzione. Alla lista degli artisti di Domanins si aggiungono anche persone dei paesi accanto:

Nicola Rigo, Genesio Romano, Sergio Romano, Umberto Venier, Giuseppe Tondat, Antonio Franchi, Pietro Franceschina, Ida Tommasini, Piero Lenarduzzi, Laura Gei, Olivo Lenarduzzi, Orfeo Pianta, Arianna Gasperina di Valvasone, Francesco D’Andrea di Rauscedo.

Domenica 25, invece, la sagra comincia ufficialmente con l’apertura del Mercatino di S. Michele alle 09:00. Alle 11:30 si svolge il pranzo comunitario. L’A.F.D.S. cucina e prepara la lotteria che si svolge al pomeriggio assieme alla classica briscola, ai giochi fra le borgate, calcio e corsa coi sacchi e alla musica che raddoppia: una per i giovani e l’altra per gli anziani. E la sagra del Patrono dura fino al buio oltre la mezzanotte.

A sinistra il manifesto della Festa del Patrono San Michele Arcangelo del 2007. La piccola sagra, organizzata da tutte le associazioni di Domanins.

La simpatica sagra si è ripetuta nel 2006 con lo stesso copione. Nel 2007 si amplia: quattro giorni, dal giovedì alla domenica, arricchita con complessi musicali e con la gara di torte. I Donatori danno il proprio appoggio alla domenica per la cottura del pranzo e con questa edizione sospendono la collaborazione. Nel 2008 l’A.F.D.S. Domanins si concentrerà sull’impegnativa prova del Congresso Provinciale.

La scelta di questa rinata Sagra del Patrono costituisce uno strappo alla regola. Dopo anni di silenzio ritorna la voglia di fare qualcosa assieme, alla quale l’A.F.D.S. acconsente e partecipa. La sagra rinasce nello stesso giorno di apertura del Sottosopra Bar, il locale giovanile e trendy che attirerà la gioventù del luogo ed anche di più lontano. Una sagra piccola e semplice in cui si condivide tutto con il paese: la sua storia, i suoi personaggi e i suoi insegnamenti al bar o nelle serate di svago è pur sempre qualcosa. Ciò che è importante però rimane, è che si ritrovino luoghi e motivi di unione e di vitalità per tutti.

Valori collettivi che non vengono meno in un paese di belle personalità i cui successi si ripetono e la comunità ancora ricorda e festeggia. Oltre al fratello Pier Giacomo, Fiorella Marcolina conquista il bronzo ai mondiali di Sumo di Osaka in Giappone.

Le Furlane 2005: Federica Conte, Michela Infanti, Serena De Candido, Eva De Candido

Le Furlane dell’edizione 2007: Linda Avoledo, Natascia De Candido, Michela Infanti, Martina Lenarduzzi. Sotto: in posa Giorgio Fedrigo, fotografo ufficiale dell’A.F.D.S. Domanins

Sotto: le foto di gruppo dei giovani e dei futuri – speriamo – donatori, Porchetta 2005

Amici di Domanins e Rauscedo, 2007

L’attività dei Donatori di Sangue di Domanins non si esaurisce solo qui in questi appuntamenti. In luogo di iniziative sociali come i teatri nelle sale dell’ex asilo o nelle ex scuole, le proiezioni di film al campo sportivo, le gare ciclistiche, in questi anni ci sono state opere sociali e artistiche, che attingono al nostro patrimonio storico e alla nostra sensibilità, profana e religiosa, come la pavimentazione delle stradine del cimitero nel luglio 2007 e, nel luglio del 2008, il rifacimento dell’icona della Santa Vergine dell’Ancòna, la cappella votiva collocata all’entrata del camposanto.

Agli inizi del 2007, il presidente Gian Paolo Chiandotto propose al consiglio di sezione di pavimentare il cimitero del paese. Con l’ipotesi di qualche difficoltà nel trovare i finanziamenti sufficienti e utili, si partì subito con l’eventualità di sostenere in proprio le spese della realizzazione e del lavoro.

La pavimentazione del vialetto del cimitero nel luglio 2007. Nella foto Gian Paolo con i volontari

Alla fine fu scelto il preventivo di un artigiano di Domanins il cui costo sarebbe stato sostenuto da un compaesano volle rimanere nell’anonimato.

I lavori cominciarono nel mese di giugno e terminarono in luglio, con gran soddisfazione di tutto il consiglio e della comunità.

Nell’estate del 2008 fu la volta della Madonna dell’Ancòna, la cappella votiva posta appena fuori l’entrata del cimitero.

L’icona della Santa Vergine presentava in modo evidente i segni dell’usura del tempo. Il vecchiume aveva ormai annerito le pareti esterne e la statuetta contenuta nella capsula chiusa dal vetro aveva bisogno di un rifacimento.

Gli artisti di Domanins provvidero al restauro dell’opera e fu realizzata una raffigurazione in mosaico della Santa Vergine col Gesù Bambino.

La composizione scultorea fu inaugurata ufficialmente con la benedizione del parroco don Olivetto, il 5 luglio. Presenti tutti agli artisti e i collaboratori che prestarono l’opera assieme a un gruppo di simpatizzanti. La benedizione fu preceduta da una prolusione storica e commemorativa della Madonna dell’Ancòna di Domanins da parte di Luigi Luchini. La piccola cerimonia si concluse con un rinfresco preparato per l’occasione sulla stradina antistante al camposanto. L’opera fu interamente realizzata con il l’impegno volontario e gratuito.

La cappella dell’Ancona oggi e com’era un tempo, qui sopra in una foto del 1990. La cappella fu restaurata ed arricchita con mosaico della Santa Vergine e del Bambin Gesù, per opera degli artisti di Domanins. Fu inaugurata con cerimonia di benedizione il 5 luglio 2008 dal parroco don Danilo Olivetto

La solidarietà dell’A.F.D.S. non si ferma qui. Nel 2005 è stato elargito un contributo per l’illuminazione della chiesa, nel 2006 un secondo contributo è stato erogato per sostenere le spese di cancelleria dell’asilo di San Giorgio, ci sono stati contributi alle famiglie in memoria dei recenti cari scomparsi e gli aiuti alle persone bisognose del paese.

Tra i gesti di generosità vi sono anche quelli in favore dello sport, dello sport locale e di quello del “Terzo Mondo”. L’A.F.D.S. ha deciso di premiare i vicini, ossia gli esordienti del Gravis e i lontani, ossia un’allegra e simpatica squadra amatoriale keniota. Ai primi, ai nostri fanciulli abbiamo devoluto un contributo alla società calcistica della Richinvelda quale sponsorizzazione, ai secondi abbiamo donato un completo di maglie azzurre con lo scudetto tricolore italiano e con l’intestazione “A.F.D.S. Domanins”. La proposta è partita da una domanda di contributo da parte del compaesano emigrante Renato Pancino. Renato allena una serie di squadre di calcio africane a livello amatoriale e, in occasione della conquista del titolo mondiale di calcio da parte della Nazionale italiana nel 2006, chiese un piccolo gesto altruistico al presidente Gian Paolo. Fu elargito un piccolo contributo in denaro necessario per comperare una quindicina di palloni da gioco e una muta di magliette, le quali dovevano ovviamente essere azzurro-tricolore!

Gli esordienti del Gravis

L’Italia campione del mondo 2006 e l’A.F.D.S. Domanins “conquistano” l’Africa!

Gli azzurri del Kenya, 2006

La solidarietà passa anche attraverso il teatro come quello organizzato a Rauscedo in collaborazione con la Sezione Aziendale dei Vivai Cooperativi. “Knock” è stata una realizzazione del gruppo “Travesiotuttoteatro” di Travesio gentilmente ospitata nella sala del Cinema parrocchiale “Don Bosco” di Rauscedo.

La divertente rappresentazione ha ottenuto il plauso del pubblico e la sua generosità. Le offerte raccolte sono state devolute all’A.G.M.E.N. del Friuli-Venezia Giulia.

I rappresentanti delle A.F.D.S. dei due paesi hanno poi preparato un piccolo rinfresco dopo lo spettacolo allietato dai momenti di sana convivialità a noi cari.

Solidarietà e generosità passano anche accanto alle tante e varie manifestazioni locali di cultura, storia e memoria, come la giornata commemorativa del 4 novembre.

Memoria dei caduti di tutte le guerre: il 4 novembre a Domanins e la serata del Gruppo Alpini di Rauscedo. Lo sport nel giorno della sua festa. Sport come educazione e una marcia per stare assieme.

La solidarietà passa e si palesa dappertutto per l’A.F.D.S. Domanins.

 Lo sport, il teatro e le memorie storiche.

 La solidarietà filtra in ciascuno di noi, giovane od anziano, nel nostro

vissuto quotidiano e storico, nel lavoro e nel tempo libero. Testimoni di noi

stessi nel passato e nel presente.

La donazione del sangue, nel lato più concreto delle sue finalità, ha come obiettivo la salute dei pazienti ed anche di chi dona, salute significa anche qualità della vita e vitalità fisica. L’A.F.D.S. non manca – come indica e prevede lo statuto –  di promuovere un’educazione sanitaria sia per i soci donatori sia per la collettività intera.

La nostra attività socio-sanitaria, nel nostro piccolo è costituita dalle serate mediche. Più frequenti in passato, più rare nel presente, le serate sono state organizzate negli ultimi anni in collaborazione con le consorelle San Giorgio e Rauscedo. Il tema delle serate educative è unanime, la salute passa attraverso uno stile di vita corretto e corrette abitudini alimentari, dato che la maggior parte delle malattie è dovuta agli abusi, alle esagerazioni e ai vizi, appunto, dell’alimentazione che favoriscono l’insorgenza di morbi e malanni indelebili per tutta la vita. Accanto allo stress psicologico, all’inquinamento dell’ambiente e quant’altro, l’alimentazione è un punto focale, soprattutto per le patologie tumorali.

Il consumismo di questa nostra società moderna ci ha portato a standard distanti da venti o trent’anni fa. Bisogna regolare perciò il nostro comportamento per ritrovare equilibrio ed armonia con il nostro corpo, rispettando soprattutto il cuore. Per i pazienti che hanno bisogno di curare la propria salute e per i donatori che devono elargire la propria salute a chi ne è carente.

Manifesto dell’Associazione Amici del Cuore. Sotto: gli inviti e gli articoli riguardanti le serate mediche che si sono tenute nell’Aula Magna della Scuola Media A. Pilacorte di San Giorgio della Richinvelda

Su questo tema è stata invitata l’ ”Associazione Amici del Cuore” della provincia di Pordenone. L’associazione fa parte di “Triveneto Cuore” e aderente al “Conacuore”.

Gli Amici del Cuore espongono in un convegno nell’aula magna delle Scuole Medie comunali i “corretti stili di vita, per un progetto Insieme per la salute”. Inoltre, a sostegno della ricerca e della prevenzione sulle malattie cardio-vascolari, gli Amici del Cuore organizzano stands nelle piazze di tutta la provincia offrendo noci per il cuore, raccogliendo fondi per la ricerca. La campagna di beneficienza per la salute si svolge nei mesi di novembre e dicembre, con la contributo anche di C.R.I. e A.V.I.S. oltre alla nostra A.F.D.S.

I “Corretti stili di vita” nel novembre del 2007 e 2008. L’evento culturale ed informativo è stato organizzato dalla Sezione sangiorgina dell’A.F.D.S., con la collaborazione di Domanins e Rauscedo. I convegni medici rappresentano, oltre ad un importante momento di cultura medica, il punto d’incontro delle tre consorelle, che nella fattispecie dimostrano l’istinto di amicizia che avvicina i tre sodalizi. Rara e preziosa, l’amicizia riporta l’A.F.D.S. alle sue origini ed è elemento importante per il futuro.

Il Quarantesimo e il Congresso a Domanins

Nel 2008 i tradizionali e sempre gioiosi festeggiamenti della Porchetta hanno celebrato l’importante traguardo dei quarant’anni.

Nella giornata del 27 luglio 2008 la Festa del Donatore ricorda l’anniversario della fondazione del 21 gennaio 1968. I quarant’anni sono un punto di arrivo con un bagaglio di impegni, sacrifici ed infinite soddisfazioni da parte dei pionieri e delle generazioni successive ma anche un punto di partenza per continuare l’opera irrinunciabile nel fare di Domanins – e di chiunque volenteroso – una comunità con una vera coscienza sociale del dono del sangue.

I preparativi per il quarantesimo impegnano solo in parte la programmazione della giornata estiva della Porchetta perché a coronamento dello storico traguardo, l’A.F.D.S. Domanins ha già scelto di ospitare l’edizione annuale del Congresso Provinciale che si tiene per tradizione nella prima domenica del mese di ottobre.

Gli anniversari speciali, con cadenza di cinque anni, sono sempre accompagnati da un particolare omaggio alle Sezioni e autorità ed anche un pensierino per i donatori e per chi dà una mano alla realizzazione della festa. Per il resto la Porchetta si svolge sempre con lo stesso copione, niente di più o di speciale perché le forze e le energie sono adoperate anche per la prestigiosa rassegna congressuale.

La Porchetta del Quarantesimo, 27 luglio 2008

Alle ore 10:00 è fissato il ritrovo in Piazza S. Michele dietro la chiesa, precisamente davanti all’abitazione della Fornacina. Le delegazioni con i Labari arrivano man mano e aspettando la partenza s’intrattengono nel piccolo rinfresco servito da Ferruccio Pancino e da Umberto Soldai. Nel frattempo al campo si cuociono e girano i maiali sotto il fuoco. Quella mattina del 27 luglio ha però in serbo una brutta sorpresa: un timido tentativo di pioggia! La Porchetta n.36 sembrava presagire ciò che in tutti gli anni era accaduto una volta sola. Dal 1980 i tentativi di pioggia sono stati sporadici e per brevi tratti. In quella mattina del quarantesimo durerà solo fino alle prime ore. Alle nove e mezza la corona d’alloro è stata portata al luogo di ritrovo, nel frattempo la pioggia ha smesso. “Quarantesimo bagnato, quarantesimo fortunato?”. “Per un attimo abbiamo pensato di consolarci così…”. Invece per l’intera giornata si è ripresentato il sole. Al ritrovo dietro la chiesa, le delegazioni dei donatori aspettando l’inizio delle celebrazioni si salutano, chiacchierano e scherzano, attendono l’arrivo delle autorità che via via giungono sulla piazzetta davanti casa De Bedin: il sindaco, il parroco don Danilo, la dottoressa Valeri e il resto degli invitati. La banda – quest’anno tocca a Valvasone – si apposta sulla stradina adiacente per prepararsi, arriva il Gonfalone comunale assieme al Tricolore e alla Bandiera Europea e finalmente si parte.

L’invito al Quarantesimo per le delegazioni e le autorità

Gino Pancino sistema i labari e le bandiere in corteo per dirigerli verso il Monumento ai Caduti nella vicina Piazza Indipendenza per l’onoranza ai donatori defunti.

Parte per prima la banda seguita dalle furlane, dal Gonfalone con il Tricolore a destra e la Bandiera Europea alla sinistra. Subito dietro i labari di Domanins, Rauscedo e San Giorgio e poi via via tutti gli altri in riga di tre e infine le autorità.

Davanti al monumento le furlane posano la corona d’alloro ai piedi della statua, don Danilo dà la benedizione davanti ai labari e al pubblico disposti in semicerchio, il signor sindaco accarezza la corona nel religioso silenzio che avvolge tutti. Qualche attimo di riflessione ed il corteo riparte, Gino li mette in plotone di nuovo facendoli uscire dalla Piazza Indipendenza.

Il corteo passa la chiesa verso il viale del Belvedere fino al campo sportivo. Gli alfieri innalzano con orgoglio i propri labari. Mentre i vigili bloccano il traffico, i labari proseguono con il pubblico dietro e con il paese che li guarda con i suoi sorrisi dalle case, dalle finestre e seduti fuori dal bar di Michela, dalla Nana e dal Tabacchin di Michael e John.

La banda alla testa del gruppo procede e svolta a destra in via dei Raggi, dal boschetto del campo si sentono i tamburi suonare. Sotto le frasche degli alberi c’è la popolazione che li aspetta per la S. Messa. I labari si dispongono sparsi in semicerchio davanti all’altare. Don Danilo celebra la messa all’aperto, in mezzo al boschetto e ai lavori, fra qualche schiamazzo dei bambini e gli spiedi dei maiali. La liturgia è celebrata con il canto del donatore e con la preghiera che innalza al cielo gli stendardi. La messa si conclude con i discorsi delle autorità presenti. Don Danilo al termine lascia la parola ai donatori.

Le associazioni presenti sono in molte, A.F.D.S. e non A.F.D.S., di Pordenone e di fuori provincia. Sono presenti le Sezioni A.F.D.S. Pordenone di Az. Vivai Rauscedo e San Giorgio della Richinvelda, di Arzene, Aviano, Brugnera, Budoia S. Lucia, Campagna di Maniago, Caneva, Castelnovo del Friuli, Dandolo, Dardago, Fanna, Lestans, Maron, Meduno, Montereale Valcellina, Nave, Pinzano-Valeriano, Polcenigo, Pordenone, Sacile, San Lorenzo, San Martino al Tagliamento, San Michele Ronche, San Odorico, San Quirino, Sequals-Solimbergo, Spilimbergo, Travesio, Vajont, Valvasone, Valtramontina; poi le Sezioni A.F.D.S. di Varmo e di Camino al Tagliamento; le altre Sezioni F.I.D.A.S.: A.D.S. Orsago, A.D.V.S. Fogliano Redipuglia, A.D.V.S. Monfalcone, G.A.D.A.S. Torviscosa, G.A.D.S. Cordignano; infine, la Sezione A.V.I.S. di Casarsa-San Giovanni.

Monica Pancino chiama al microfono gli invitati per i discorsi ufficiali e per primo il presidente Chiandotto. Gian Paolo ha salutato e ringraziato tutti i presenti alla cerimonia. Con un leggero filo di commozione ha ripercorso gli anni ed i momenti essenziali della storia della Sezione, da quel 1967 quando Sante Lenarduzzi presentò la formale richiesta al Direttivo provinciale di costituzione di una Sezione unica a Domanins “non per rivalità o campanilismo ma per orgoglio e per meglio gestire l’attività”. La Sezione di Domanins nacque il 13 dicembre di quel 1967 e festeggiata il 21 gennaio 1968 con cerimonia di inaugurazione e di benedizione. Il Chiandotto ha comunicato al pubblico presente i numeri raggiunti dal sodalizio paesano in questi quarant’anni: alla data del 31/12/2007 sono state effettuate 4054 donazioni con 1670 litri di sangue ed emocomponenti, totalizzando 272 donatori storici con 164 donatori benemeriti con 164 diplomi di benemerenza, 86 distintivi di bronzo, 30 distintivi d’argento, 12 distintivi d’oro, 6 ori con fronde, 2 targhe con Pellicano. La Sezione di Domanins, inoltre, chiude il 2007 con il record di 208 donazioni e con 117 donatori attivi.

Dai numeri si passa alla solidarietà e al sociale, ricordando tutte le iniziative culturali che la Sezione A.F.D.S. di Domanins ha organizzato nella sua storia. La parola è poi passata al sindaco del Comune di San Giorgio, la signora Anna Maria Papais che parla del “tempo della maturità” per Domanins, per il sodalizio e per i donatori che è riuscita a trovare e a formare.

In rappresentanza dei vertici dell’associazione pronuncia il suo discorso il vicepresidente provinciale Ivo Baita che parla del presente e del futuro della donazione e dell’A.F.D.S.

Per quanto riguarda il passato e la storia dei donatori di sangue ha parlato il dottor Mario Pollastri che ha ricoperto per primo la carica di presidente della Sezione Comunale di San Giorgio della Richinvelda.

Infine ci sono state le parole del mondo della solidarietà con Sergio Paoletti presidente dell’A.G.M.E.N. Friuli-Venezia Giulia e dall’ambito medico con la dottoressa Patrizia Valeri del Centro Trasfusionale di Pordenone, ogni anno invitata speciale per il felice ricordo che ha lasciato a Domanins quand’era responsabile del C.T. di Spilimbergo.

I ringraziamenti chiudono i discorsi e poi arriva il momento dei regali per ogni invitato. Alle Sezioni e alle autorità viene donato il quadretto con la foto del campanile di Domanins con foto ricordo con le furlane.

Comincia ora la Porchetta. Ognuno prende il suo posto sui tavolini sotto gli alberi. Le persone fanno la fila per ricevere il vassoio del pranzo che viene riempito dagli aiutanti, mentre alle Sezioni e agli invitati è riservato un posto speciale ed un servizio pronto ai tavoli.

Gli anziani non sono stati dimenticati. A loro il pranzo è stato portato a casa da Enrico e Gianfranco. Il popolo dei donatori e dei loro simpatizzanti si gustano il pranzo e fino a tarda sera si vivono in allegria questa giornata di sole che l’ultima domenica di luglio ci riserva da ormai parecchi anni.

Poco prima della fine del pranzo, i consiglieri dell’A.F.D.S. assieme a qualche volontario passano i tavoli per vendere i biglietti della lotteria. Cristiano, Monica, Natascia, Elsa, Claudia, Gian Paolo, Rose, Rosalba, Donatella e Franca vendono e contano i soldi ottenuti.

L’estrazione, come sempre, avviene verso le tre e mezza quattro. Gino ha già predisposto i premi con la loro lista sopra il carro di Stefano, parcheggiato dietro al chiosco, quando Monica al microfono richiama l’attenzione di tutti. Accompagnata da graziosi bambini, la presentatrice estrae i biglietti vincenti. I vincitori, in trepida attesa, accorrono a ricevere il premio che viene a loro consegnato. Terminata l’estrazione arriva l’ora della briscola che i meno giovani, ma anche giovanissimi, aspettano con ansia mentre i più piccini si sono già organizzati per giocare sull’erba del boschetto e del campo. A ravvivare il loro divertimento ci abbiamo pensato anche in quest’anno con i trenini elettrici.

Grande aiuto da parte dei volontari per un chiosco fornitissimo e splendidamente gestito da giovani donatori e amici. La giornata è continuata sotto il sole cocente fino alle otto e mezza, quando rimane solo un tavolino di quattro a briscola, e “il chiosco si sposta” nel giardino di Romeo fino alla mezzanotte e fino allora diventa una tappa obbligata per chi passa di lì per uscire dal luogo della festa. A notte inoltrata scocca l’ultimo brindisi. La giornata termina sempre com’è cominciata, in allegria.

Il quarantesimo lascia in eredità un’ennesima giornata di sole e di spensieratezza, una Giornata del Donatore che ha ottenuto un grande riconoscimento di labari e consorelle, una giornata nella quale l’A.F.D.S. e Domanins hanno celebrato e celebrano la loro festa, un momento importante della propria unità e testimonianza sociale.

40 i labari presenti al Quarantesimo, dalla provincia da fuori provincia e regione, tutti per mostrare la stima e l’attaccamento alla Domanins del volontariato del dono.

Natascia, Tatiana, Erica ed Eleonora posano la corona d’alloro

Tutti insieme, in piedi ed uniti, per il momento solenne più bello e profondo che lega gli uomini nel passato, presente e futuro, al di là della vita e della morte.

Il presidente Chiandotto accarezza la corona d’alloro

Le furlane del Quarantesimo escono dalla piazza con il corteo. Da sinistra: Eleonora Bali, Tatiana Martini, Natascia De Candido, Erica Piasentin. A Ferruccio Pancino, primo alfiere della Sezione, spetta l’onore di portare il labaro nel giorno del Quarantesimo

Il corteo procede verso il boschetto del campo sportivo

La comunità paesana si riunisce a sé stessa, nel proprio luogo naturale attorno all’altare religioso per il resoconto del lavoro di un anno e di una vita, davanti al presente al suo giovane futuro. Il pubblico alla messa, sempre numeroso e sempre vario. Gli anni passano ma i volti del paese e della solidarietà sono sempre gli stessi: le famiglie, il coro, le giovanissime furlane, i nuovi donatori, i veterani.

Al termine della Santa Messa, don Danilo lascia la parola ai Donatori. Gian Paolo Chiandotto, con grande gioia ed emozione, legge il discorso ufficiale da Presidente. Gian Paolo ringrazia i presenti, i donatori e la comunità intera. Ripercorre, brevemente le tappe salienti della Sezione dalla fondazione ad oggi, espone i risultati ottenuti in quarant’anni di attività: 4054 donazioni e 1.670 litri di sangue donato. E infine, esprime profonda gratitudine per l’ottimo risultato del 2007 con il nuovo record di 208 donazioni con un grazie per tutti quelli che hanno collaborato e contribuito al raggiungimento di questo traguardo.

Il vice presidente provinciale Ivo Baita, ogni anno ospite fisso e graditissimo in rappresentanza dei vertici provinciali. In questa occasione conferma sempre i dati esposti da Gian Paolo con soddisfazione ed ammirazione per il lavoro svolto dalla nostra comunità.

Il dottor Mario Pollastri è stato presidente della Sezione A.F.D.S. di San Giorgio della Richinvelda dalla data di fondazione, 24 maggio 1963, continuando attraverso lo “scisma” di Domanins e di Rauscedo, cedendo la presidenza di Sezione per assumere poi quella provinciale. Il dottor Pollastri ha ricordato, con commozione, tutti questi avvenimenti, l’attività enotecnica presso la Cantina Sociale di Rauscedo, la profonda amicizia con Sante Lenarduzzi – Santìn – e tutti gli altri, protagonisti e personaggio dell’Associazione dei Donatori di Sangue.

La dottoressa Patrizia Valeri, già responsabile medico del Centro Trasfusionale di Spilimbergo e ora operativa al Civile di Pordenone, è ospite fisso e graditissimo della Porchetta e dei donatori di Domanins per il ricordo che ha lasciato, di simpatia e di preparazione medica. La graziosa Valeri nel suo discorso al pubblico non manca mai di ricordare i benefici medici della trasfusione di sangue e di ringraziare i donatori di Domanins per la loro opera costante.

Monica Pancino, vice-presidente di sezione, chiude i discorsi ringrazia i presenti e comunicando alle consorelle e alle autorità che a loro verranno consegnati gli omaggi-ricordo della Festa

Le furlane consegnano il quadretto omaggio alle consorelle e alle autorità

Nelle foto più belle si può leggere la storia di tutti

La porchetta

l pranzo viene distribuito dai camerieri attorno ai tavoli appositi. L’usanza rimane la stessa dal 1980, anno della prima Porchetta nel boschetto del campo sportivo, le generazioni si rinnovano sempre

E nonostante gli anni passino, le passioni e gli entusiasmi non sono forse sempre quelli delle origini, il gruppo degli aiutanti è sempre numeroso e solerte

Il “tavolo delle autorità”. Le autorità, le consorelle e gli invitati sono esentati dal fare la fila e per loro, da ormai molte edizioni è riservato un posto speciale sotto le frasche al centro del boschetto

Le volontarie immancabili della pelatura ortaggi

Il gruppo lavori per la distribuzione del pranzo e per la preparazione dei tavoli. Al centro, il responsabile di questa giovane squadra Valter Martini.

La briscola è uno dei giochi tradizionali da tavolo più noti e diffusi a livello popolare. Nei bar, nei circoli sociali od anche in casa, soprattutto fra gli anziani e gli adulti ma spopola anche fra i giovani. Alla Porchetta la briscola si può dire che non è mai mancata. Tutti la aspettano appena dopo il pranzo ma terminata la lotteria, sette-otto tavolini di legno con una dozzina di pacchetti di carte e le coppie si formano subito. Ricchi premi non ce ne sono, una piccola somma in denaro per bere il “penultimo” bicchiere al chiosco.

Il chiosco, fornitissimo e pienamente servito è l’elemento sempre attivo e continuato per tutta la giornata fino a tarda sera

Stereo con musica anni Ottanta, fiumi di birra, gavettoni e pallonate nel campo

Il team del chiosco: Antonio, Margherita, Luca, Samantha, Fabio, Luca

Verso la fine del pranzo, i volontari dei Donatori cominciano a girare i tavoli per vendere i biglietti della lotteria. Finito il banchetto la gente è ancora seduta riposandosi sotto le fresche frasche, gentili ragazze e ragazzi passano i tavoli con i blocchetti da cento e da cinquanta. Un minuto per concludere l’affare, cinque minuti e più per parlare piacevolmente con gli anziani, curiosi di sapere chi sono i volenterosi giovani e premurosi nel dar loro la soddisfazione di comprare un biglietto. “A che ora è l’estrazione?”. Qualcuno sborbotta perché la vorrebbe prima e non arriva mai, alle tre, tre e mezzo, alle quattro, alla fine arriva. Monica, assieme a graziose bambine annuncia i premi ed estrae i biglietti vincenti e subito i vincitori si presentano a ritirare. Qui sotto: Fausto consegna un premio della lotteria

La festa continua fino alla sera per i bambini e per le famiglie

Al termine del pranzo, i consiglieri  A.F.D.S. festeggiano con una foto davanti ad una grande torta:

  La torta con la foto di gruppo del Consiglio Direttivo. L’A.F.D.S. Domanins dei quarant’anni con Anna Maria Papais e la dott.ssa Patrizia Valeri.

I complimenti finali spettano, ovviamente, alla cuoca Rosalba!

Il Congresso Provinciale

La prima domenica di ottobre del 2008, il giorno 5, si è svolto a Domanins il Congresso Provinciale, l’annuale assemblea associativa che riunisce tutte le sezioni della provincia di Pordenone per il resoconto dell’anno passato, la relazione morale e la premiazione dei donatori benemeriti. Ogni anno il Congresso è organizzato da una sezione, da sola o con la collaborazione di altre della provincia.

La scelta della manifestazione ricade in occasione di un anniversario o di un avvenimento particolare e significativo legato alla storia della sezione ospitante. Domanins nel 2008 ha festeggiato i quarant’anni di vita della Sezione A.F.D.S. e ha quindi deciso di assumersi l’onore e l’onere di organizzare la cerimonia con la collaborazione delle sezioni consorelle del Comune di San Giorgio della Richinvelda. E’ stata questa un’esperienza già collaudata otto anni prima con il primo Congresso unico fra tre le Sezioni. Il 2008 è toccato a Domanins.

La proposta del Congresso fu lanciata dal presidente Chiandotto due anni prima. Nel gennaio del 2006 nel primo consiglio direttivo dell’anno, Gianpaolo presentò la sua idea ai consiglieri per accompagnare nel migliore dei modi il quarantesimo di fondazione. La richiesta fu presentata l’anno prima. L’intera opera richiese una mole di lavoro e di cooperazione fra tante persone volenterose e fu approntata e curata in ogni piccolo aspetto e particolare.

Nel gennaio 2007, in consiglio, Gianpaolo affrontò l’ipotesi del Congresso assieme alle sezioni San Giorgio e Rauscedo. Il Consiglio Provinciale fissò una data preliminare il giorno 12 ottobre 2008, convenzionalmente sempre la prima o la seconda domenica del mese. Alla fine fu scelta la data 5 ottobre anziché il 12 per la compresenza della manifestazione “Le Radici del vino”. Con il gennaio 2008, si formò un comitato fra le tre Sezioni col compito di preparare l’importante convegno in intesa con il Consiglio Provinciale, rappresentato dal vice-presidente Ivo Baita. Con la suddivisione dei compiti a Domanins spettò la messa con l’allestimento della chiesa e dei monumenti e le strade per la regolazione del traffico, a San Giorgio l’accoglimento degli invitati e la gestione del rinfresco, a Rauscedo la gestione dell’assemblea ai Vivai Cooperativi.

Il ritrovo dei convenuti si sarebbe tenuto nel giardino della Villa Spilimbergo, gentilmente concesso dal signor Conte Gualtiero Spanio di Spilimbergo, ambiente ideale per una grande accoglienza.

Il comitato progettò il manifesto e l’omaggio per le Sezioni consorelle e per le autorità del Congresso. La grafica della locandina fu realizzata dal professor Genesio Romano: un cerchio con i disegni colorati delle chiese delle sette frazioni del Comune di San Giorgio con al centro il simbolo sociale dell’A.F.D.S. – Goccia e Pellicano –  raffigurato con il suo nuovo logo. L’omaggio sarebbe stato un piatto, una targhetta o altro che rappresentasse in una serie di immagini i sette paesi del nostro comune.

Il corteo sarebbe stato accompagnato dalla Banda di Vivaro. Le strade furono abbellite con palloncini gonfiati appesi nelle case sulla via Belvedere e via della Pace a Domanins e a Rauscedo nelle abitazioni di via S. Giovanni. Piazza Cooperative, via Udine.

La giornata del Congresso. Preparata e gestita minuziosamente da decine di volontari. Inizio alle 08:30 con il ritrovo e rinfresco a Villa Spanio. Alle ore 09:30 si forma il corteo dei labari accompagnato dalla banda musicale “A. Cesaratto” di Vivaro. Ore 09:45 omaggio ai Caduti al Monumento in Piazza Indipendenza. Ore 10:00 la messa e alle ore 11:00 il corteo si ricompone per la sfilata fino a Rauscedo, ai Vivai Cooperativi. Ore 11:45 comincia la cerimonia ufficiale con assemblea e consegna dei premi di benemerenza. Alle ore 13:00 il pranzo nel salone dei Vivai Cooperativi.

Alle ore 07:00 tutti si ritrovano nel giardino prospiciente la nobile Villa degli Spilimbergo. Un tavolino ed un gazebo accolgono gli invitati, salutati con microfono e altoparlante. Gli alfieri poggiano i loro labari sui muri del palazzo e si fermano per consumare il rinfresco, gentilmente servito dalle donne della Sezione di S. Giorgio e dai nostri Stefano e Rose, fornitori del vino della loro cantina di famiglia.

Il momento di convivialità si interrompe quando arriva il momento di mettersi in marcia e partire verso la chiesa per la Santa Messa. La banda musicale si dispone in gruppo con dietro il corteo con furlane e labari nel consueto ordine: la banda, i labari, le autorità, gli altri invitati e il resto del pubblico. Il corteo con la banda rende omaggio ai caduti dinanzi al monumento. Poi alle 10:00 la messa nella chiesa parrocchiale celebrata da monsignor Basilio Danelon, vicario vescovile, e dal parroco di Domanins don Danilo Olivetto.

Il corteo si forma ed esce dalla villa verso il Monumento ai Caduti. Sopra: Linda, Michela, Natascia, Tatiana le furlane per l’occasione sfilano alla testa del corteo. Enrico l’alfiere della manifestazione. Sotto: l’onoranza si esprime con il rituale tradizionale della Festa del Donatore

Al centro: Gian Paolo Chiandotto, Anna Maria Papais, Ivan Orlando e Paolo Anselmi

Monsignor Danelon ha elogiato i donatori di sangue per la loro attività e lo zelo che li contraddistingue. Il dono del sangue è un alto esempio di solidarietà che supera le differenze di religione e di credo e trova forza nella spiritualità e nell’etica cristiana.

Primo piano dell’altare. Don Olivetto e don Danelon. Ivan Cocitto, presidente A.F.D.S. Az. Vivai Rauscedo legge la preghiera dei fedeli

Dopo la consueta preghiera del donatore e i canti finali del coro, labari e convitati al termine della funzione si dispongono sul sagrato per la foto di gruppo.

Subito dopo il corteo si mette in marcia verso Rauscedo. Quattrocento persone percorrono i 2,3 km del tragitto fino alla sede cooperativistica, dalla chiesa di Domanins a via Belvedere fino all’incrocio nella piazzetta del Claut dov’è il Monumento all’Emigrante e comincia via della Pace.

La foto di gruppo sul sagrato della chiesa

In mezzo alle case addobbate con palloncini, striscioni o bandiere e con lo sguardo dei curiosi dalle finestre, il corteo, superato il Mulin entra a Rauscedo attraverso via S. Giovanni. Con esso il popolo dei labari passa davanti al glisiut di San Zuan fino ad arrivare in Piazza delle Cooperative. Prosegue per via Udine che alla fine del percorso porta ai Vivai. I labari in marcia giungono quindi all’entrata principale dei Vivai Cooperativi, attraversando il corridoio centrale fino alla mensa aziendale ove si svolgerà il congresso vero e proprio.

Il corteo passa per via della Pace a Domanins

Dall’uscita di via S. Giovanni entra in piazza

Il corteo da Domanins arriva a Rauscedo e sfila per le vie, qui in Piazza Cooperative…

…in via Udine davanti al campo sportivo e alla sede delle associazioni…

…fino all’entrata dei Vivai Cooperativi, ora, il Congresso vero e proprio può cominciare

Nella sala mensa i labari e i partecipanti vengono cordialmente salutati e invitati a disporsi nei posti per loro prestabiliti secondo il copione di ogni Congresso provinciale: donatori benemeriti, presidenti di Sezione e autorità, pubblico.

I presentatori Cristiano Lenarduzzi della Sezione di Domanins ed Elena Fornasier della Sezione di Rauscedo dal palco ringraziano il gentile pubblico per la presenza e chiamano le autorità al proprio posto al tavolo, salutando anche le altre personalità presenti in sala.

Subito dopo il preambolo “…un ringraziamento per la vostra presenza che rivolgiamo con l’immenso orgoglio della Sezione di Domanins che festeggia quaranta anni di attività e da parte delle consorelle dell’Aziendale Vivai Rauscedo e San Giorgio” cominciano i discorsi ufficiali.

Il palco del Congresso con le autorità. Elena e Cristiano presentano la conferenza. Seduti da sinistra a destra: Gian Paolo Chiandotto, dott. Elio De Anna, dott. Vincenzo De Angelis, Anna Maria Papais, Paolo Anselmi, Egidio Bragagnolo, dott. Alessandro Ciriani, dott. Edouard Ballaman, dott. Antonino Raineri.

Prende per primo la parola il presidente della Sezione ospitante. Il presidente Gianpaolo Chiandotto comincia il suo intervento raccontando la storia della nascita a Domanins dell’attività del dono del sangue e del sodalizio dell’A.F.D.S., ricordando i nomi dei pionieri e di chi ha ne ha sviluppato l’etica facendo propaganda e promozione nei nostri paesi.

Il pubblico del Congresso

In seguito ci sono stati gli interventi delle autorità convenute: il sindaco Anna Maria Papais, il presidente provinciale A.F.D.S. Paolo Anselmi, l’assessore regionale Elio De Anna, Il presidente del Consiglio Regionale Edouard Ballaman, il presidente della Provincia di Pordenone Alessandro Ciriani, il rappresentante regionale F.I.D.A.S. Egidio Bragagnolo e il presidente provinciale A.V.I.S. Tommaso Fabris esprimendo varie e diverse posizioni, anche contrastanti ma tutte concordi nel sottolineare i benefici fondamentali sia sul piano della salute per i bisognosi, sia sul piano etico quale gesto che invita alla solidarietà.

Hanno espresso concioni retoriche sul valore civile ed umano della solidarietà, alternando momenti di riflessione e di festa il dottor Antonino Raineri del Centro Trasfusionale di Spilimbergo e il dottor Vincenzo De Angelis coordinatore regionale dei centri trasfusionali.

Paolo Anselmi ha ringrazia il sindaco Anna Maria Papais per aver svolto il suo ruolo di segretaria provinciale, parlando dell’importanza del dono del sangue.

Inoltre, invitata speciale è la dottoressa Renata De Candido, direttrice sanitaria del C.R.O. di Aviano e originaria di Domanins.

Il presidente espone i numeri dell’A.F.D.S.: 5.617 soci attivi, 400 nuovi donatori ogni anno, 529 donatori premiati.

Il dono del sangue richiede motivazioni forti e coinvolgimento continuo. L’A.F.D.S. parte dai giovani e dalle scuole, in collaborazione con i colleghi dell’A.V.I.S., aprendo la donazione anche agli immigrati, per raggiungere l’obiettivo principale dell’autosufficienza ematica, conservando l’attività del dono come azione volontaria, anonima e gratuita e condotta in modo non professionistico.

Al termine dei discorsi ufficiali giunge il momento delle premiazioni dei donatori benemeriti. L’appuntamento con la consegna dei premi è l’evento più gradevole e atteso da tutti. Il pubblico in piedi in sala e nei corridoi laterali si accalca per ammirare i premiandi che ritirano i diplomi e i distintivi consegnati dalle autorità direttamente sul palco con le foto ricordo per immortalare la giornata.

In ordine vengono chiamati i donatori che hanno ottenuto le benemerenze maggiori, sezione per sezione, dalla Goccia d’oro al Distintivo d’oro, mentre per altre le categorie i premi vengono ritirati dai presidenti di Sezione.

La Sezione di Domanins, al Congresso del suo quarantesimo anniversario ha potuto vantare 20 donatori benemeriti fra cui quattro ori. La Goccia d’oro è il premio maggiore che viene assegnato ai donatori che hanno effettuato 100 donazioni se uomini e 80 se donne, siano esse di sangue intero o di plasma. Segue la Targa d’argento con Pellicano d’oro per 75 donazioni effettuate per gli uomini e 60 per le donne. Il Distintivo d’oro con fronde viene assegnato agli uomini con 65 donazioni raggiunte e alle donne con 50. E per Domanins, Gino Col ha ottenuto questo ambito premio.

I Distintivi d’oro, invece, sono assegnati agli uomini con 50 donazioni e alle donne con 40. I nostri tre ori al Congresso sono stati: Virgilio Bisutti, Rino Martini e Elsa Polotto, primo oro femminile a Domanins.

Gli altri premi “minori” vengono consegnati ai presidenti a mano a mano che le Sezioni vengono chiamate a voce dal palco.

Il Distintivo d’argento, 35 per gli uomini e 25 per le donne, se lo è aggiudicato Giuseppe Maniago e Gabriele Moretto.

Il Distintivo di bronzo con 20 donazioni per gli uomini e 15 per le donne è andato a undici persone: Claudio De Candido, Fabio De Candido, Simone Destro, Fabio Lenarduzzi, Max Malpaga, Franco Piasentin, Graziano Tondat, Carmen De Candido, Margarita De Candido, Natalina Mazzucchin, Ilaria Tonelli.

I Diplomi di Benemerenza che vengono consegnati dopo le prime 10 donazioni per gli uomini e le prime 8 per le donne sono stati destinati a Daniele De Candido, a Gabriele Lenarduzzi e a Ugo Vittorelli.

Successivamente i presentatori chiamano le Sezioni e le delegazioni presenti per dare loro l’omaggio da parte della Sezione di Domanins: un piatto in terracotta con raffigurate le sette chiese delle frazioni del Comune. L’opera è stata realizzata dalla Fornacina, azienda famigliare specializzata nella produzione di ceramiche artistiche con sede a Domanins. Il piatto originale viene consegnato dalle furlane.

Il presidente Chiandotto legge il discorso

I discorsi delle autorità: l’Amministrazione Comunale e il presidente vicario della Provincia di Pordenone, Alessandro Ciriani, che consegnerà all’A.F.D.S. Domanins una targa riconoscimento per l’opera sociale svolta

dottor Vincenzo De Angelis

Edouard Ballaman

Egidio Braganolo

Paolo Anselmi

La dottoressa Renata De Candido è direttrice sanitaria del C.R.O. di Aviano. La dottoressa è stata un’invitata speciale del Congresso dell’A.F.D.S. per le sue origini domaniniesi che ha ricordato al pubblico.

Il dottor Elio De Anna

Tommaso Fabris

Il dottor Antonino Raineri

Gino Col, – alfiere della Sezione – riceve il distintivo d’oro con fronde per 65 donazioni effettuate

Distintivo d’oro per 50 donazioni: Virgilio Bisutti (sopra) e Maria Pia Leon (sotto) che ritira il premio per il marito Rino Martini

Elsa Polotto ritira il premio per 40 donazioni effettuate, primo oro femminile dell’A.F.D.S. Domanins

Gian Paolo espone la targa riconoscimento, dono della Provincia di Pordenone

Al termine il pubblico si sposta nel corridoio principale dei Vivai Cooperativi per un veloce aperitivo prima del pranzo. Quando arriva l’ora del pranzo tutti si spostano nel primo settore, uno degli stanzoni operativi dove vengono raccolte le barbatelle.

Il pranzo, un bel brindisi, le foto di gruppo e la giornata vola via tranquilla fra i tavoli, rigorosamente suddivisi per sezioni A.F.D.S. e nell’atmosfera dell’allegro vocio rumoroso del convivio, prosegue fino al tardo pomeriggio.

I presenti posano per le foto con i propri compaesani secondo una tradizione che risale al pranzo del 26 maggio 1963 nel quale si è festeggiata la fondazione della Sezione del Comune di San Giorgio della Richinvelda e che si è svolto anch’esso nella sede dei Vivai Cooperativi.

Le cameriere passano per i tavoli servendo i piatti fra le parole e i sorrisi di tutti fino alla torta finale e un invito al brindisi con tutti i donatori di Udine, Pordenone, del Friuli e del vicino Veneto chiudendo così la giornata di festa.

Tre ragazze di Rauscedo servono il rinfresco: Francesca, Melanie e Valentina

il pranzo ai Vivai

Autorità e dirigenti A.F.D.S

Il meraviglioso popolo dei donatori di Domanins. Qui sopra: Carmen e Stefano.

Fausto e Fabio

Benito, Santina e Giacomo

Valter, Gino e Vinicio

Miretta, Claudio e Virgilio

Roberto, Claudio, Romeo, Settimo, Monica

Graziano, Pia, Antonia, Claudio

Rose con le piccole Jasmine e Daisy

Ci siamo salutati verso al tardo pomeriggio, un po’ troppo presto rispetto a otto anni prima. Alla mezzanotte ormai non ci si arriva più. Ci siamo lasciati però soddisfatti per una realizzazione riuscita benissimo e che per Domanins rimarrà nella memoria.

Il Gazzettino di Pordenone del 6 ottobre 2008

Il Messaggero di Pordenone del 6 ottobre 2008

Gli anni recenti

La nostra associazione ha rinnovato il proprio Direttivo e le cariche sociali. L’assemblea si è svolta il 5 dicembre 2008 e il nuovo consiglio si è riunito il 15 dicembre. Gian Paolo Chiandotto viene eletto presidente al suo quarto mandato. Vice presidente e segretario è nominato Cristiano Lenarduzzi; Valter Martini Rappresentante dei Donatori. Consiglieri: Fausto Lenarduzzi, Enrico Lenarduzzi, Romeo Martini, Monica Pancino, Gino Col, Daniele De Candido. Revisori dei Conti: Roberto Conte, Ilaria Tonelli, Gabriele Lenarduzzi, Adriano Lenarduzzi.

Negli anni immediatamente successivi, lo statuto dell’A.F.D.S. Provincia di Pordenone è oggetto di parziali modifiche. Vengono istituiti i collaboratori del Consiglio Provinciale e vengono introdotti nuovi criteri di premiazione dei donatori benemeriti. Il Distintivo d’oro con fronde è sostituito dal Pellicano d’argento, la Targa d’argento col Pellicano d’oro fa posto al Pellicano d’oro. In più, vengono premiati i donatori fino a 125 e 150 donazioni per gli uomini e fino a 100 e a 120 per le donne. I premi sono rispettivamente il Pellicano d’oro con Smeraldo e con Rubino.

Nel 2010, con l’assemblea provinciale del 29 maggio tenutasi a Fanna, sono stati introdotti i nuovi criteri di benemerenza per di donatori, valevoli per il Congresso di Brugnera del 3 ottobre:

La Goccia d’oro con rubino per le donatrici con 120 donazioni, per i donatori con 150 donazioni;

La Goccia d’oro con smeraldo per le donatrici con 100 donazioni, per i donatori con 125 donazioni;

La Goccia d’oro per le donatrici con 80 donazioni, per i donatori con 100 donazioni;

Il Pellicano d’oro per le donatrici con 65 donazioni, per i donatori con 80 donazioni;

Il Pellicano d’argento per le donatrici con 50 donazioni, per i donatori con 65 donazioni;

Il Distintivo d’oro per le donatrici con 40 donazioni, per i donatori con 50 donazioni;

Il Distintivo d’argento per le donatrici con 25 donazioni, per i donatori con 35 donazioni;

Il Distintivo di bronzo per le donatrici con 15 donazioni, per i donatori con 20 donazioni;

Il Diploma di benemerenza per le donatrici con 8 donazioni, per i donatori con 10 donazioni.

Il Sistema Sangue decide l’innalzamento dell’età per la donazione dai 65 ai 68 anni.

L’epidemia di West Nile Virus contagia le nostre zone e le nostre spiagge, si estende a Bibione, Caorle e Venezia.

I Donatori di Sangue di Domanins continuano a organizzare le cene di società nella sala del Gruppo Alpini di San Giorgio. Le gite di questi anni si svolgono nel 2009 a Trieste e a Miramare, nel 2010 a Feltre, Pedavena e Asolo, nel 2011 a Velden in Austria, nel 2012 nelle isole della Croazia nel mese di maggio e la gita “birraia” a Pedavena e “vinicola” a Valdobbiadene in settembre, nel 2014 di nuovo a Pedavena dopo la pausa dell’anno prima.

La Porchetta si ripete sempre con lo stesso copione: onoranza ai donatori defunti, corteo, messa, pranzo sotto le frasche, chiosco, lotteria, briscola, trenini.

Al di sopra di tutto spicca la Porchetta dal volto sereno e sorridente come quest’immagine. La stessa per la Festa di entrambi gli anni, 2009 e 2010. La Porchetta con il sorriso ironico ed enigmatico come la Gioconda di Leonardo. Lassù in alto, sorridente e beata, la Porchetta di Domanins sa che, anche se ha un po’ stufato con il passare degli anni, nessuno ne può fare a meno. Nessuno ancora ha trovato chi la sostituisce.

Le Porchette dal 2010 al 2014 scorrono via serene e tranquille con la S. Messa e i discorsi ufficiali, con la lotteria, con la briscola e i giochi per giovani e bambini.

Furlane 2009 (Da sinistra a destra): Alice Lenarduzzi; Tatiana Martini; Federica Volpatti; Natascia De Candido

Furlane 2010. Da sinistra a destra: Ambra Venier, Erica Piasentin, Tatiana Martini, Alice Lenarduzzi. A sinistra: la furlanina Anna Taiariol

 Furlane 2011. Da sinistra a destra: Jessica Venier, Alice D’Andrea, Tatiana Martini, Ambra Venier. Al microfono il dottor Mario Pollastri

 Furlane 2012 davanti alla chiesa. Da sinistra a destra: Jessica Venier, Melissa Zanette, Samantha Giusti, Ambra Venier

Furlane 2013. Da sinistra a destra: Veronica Gaiatto, Irene Basso, Maria Franceschina, Elena De Candido

Furlane 2014. Da sinistra a destra: Ilaria Moretti, Elena De Candido, Veronica Gaiatto, Maria Franceschina. Davanti a loro le furlanine: Gaia Mantovani e le sorelline Sara e Serena Zavagno

Il ritrovo delle autorità  e delle consorelle comincia con un momento di convivialità e poi con l’onoranza ai donatori defunti…

…continua con il corteo fino al boschetto…

…per la Santa Messa al campo con il suo pubblico fedele…

…dopo la cerimonia e i discorsi ufficiali un momento di pausa per tutti e poi il pranzo preparato dai tanti volontari vecchi e giovani…

…la porchetta, le salsicce, le bistecche e le verdure…

…e al chiosco.

E poi il pranzo per tutti, per le famiglie, per le consorelle, per i giovani, per i bambini e per gli anziani a casa…

…la festa continua con gli intrattenimenti.

Per prima la lotteria

la briscola

Il carretto trainato dai cavalli e i giochi per i bambini

Indovina il peso

Il torneo di calcetto

le premiazioni della squadra vincitrice e del migliore giocatore

ad una certa ora è il momento di chiudere e di pulire il boschetto

Il dopo festa degli ultimi anni è continuato a casa di Settimo Marchi

La Porchetta finisce con un saluto e con un arrivederci al prossimo anno

Il Monumento ai donatori

Nel 2012 il gruppo si rinnova per il suo dodicesimo mandato. Il 14 dicembre, nella sala centrale della sede viene eletto il nuovo Consiglio Direttivo e il nuovo Collegio dei Revisori dei Conti.

La sera del 14 gennaio 2013 il nuovo direttivo vota e nomina al suo interno le cariche sociali. Presidente: Gian Paolo Chiandotto. Vicepresidente: Gianfranco De Candido. Segretario: Cristiano Lenarduzzi. Rappresentante dei donatori: Valter Martini. Gli altri Consiglieri sono: Romeo Martini, Fausto Lenarduzzi, Gabriele Lenarduzzi, Monica Pancino, Stefano Tondat. Revisori dei Conti: Settimo Marchi, Ilaria Tonelli, Roberto Conte. Revisore supplente: Moris Gaiatto. Alfiere: Gino Col.

Le autorità e i labari alla Porchetta del 28 luglio 2013. Le furlane sono (da sinistra a destra: Veronica Gaiatto, Basso, Maria Franceschina, Elena De Candido)

Il 2013 è stato un anno ricco di eventi significativi per i Donatori di Sangue. Il rinnovo ha coinciso con il 45° di fondazione della Sezione.

Il nuovo gruppo ha cominciato bene la ricorrenza storica, chiudendo il 2012 all’attivo con 188 donazioni (118 di sangue intero, 70 in plasmaferesi), ossia venticinque in più rispetto l’anno precedente. Questo risultato soddisfacente è stato accompagnato anche da un sorprendente aumento dei nuovi donatori. Nei primi mesi di quest’anno (dati aggiornati al 31 ottobre) sono stati, infatti, ben nove i giovani che hanno scelto di recarsi per la prima volta al Centro Trasfusionale, iscrivendosi alla nostra Sezione.

Il 2 febbraio si è svolta la cena sociale presso la sede degli Alpini di San Giorgio. Il 28 luglio si è svolta la Porchetta-Festa del Donatore, ove, in occasione del 45° anniversario è stata donata una confezione di vini a ogni sezione consorella e alle autorità.

L’avvenimento più speciale e importante è stata l’inaugurazione del “Monumento ai donatori di sangue”: una fontana in pietra è stata costruita nell’area verde di Piazza Indipendenza ove si trova anche il Monumento ai Caduti. L’opera corona un progetto caldeggiato da più di tre anni dal presidente Gian Paolo Chiandotto e con l’aiuto dell’amministrazione comunale uscente Papais alla quale va il ringraziamento di tutta la comunità.

La cerimonia si è svolta sabato 7 settembre alla presenza di sessanta persone circa. Erano presenti: il gruppo A.F.D.S., il vice presidente provinciale Donatori di sangue di Pordenone Ivo Baita, il neoeletto sindaco Michele Leon e le altre autorità comunali.

Il nastro tricolore pronto per la cerimonia inaugurale

Si sono dati appuntamento sul sagrato della chiesa da dove si è formato un piccolo corteo, con alla sua testa i labari di Sezione di Domanins, Rauscedo e San Giorgio dirigendosi fino alle aiuole di piazza Indipendenza.

Il parroco don Gianfranco Furlan ha dato la benedizione all’opera, dopodiché si sono svolti i discorsi ufficiali. Il presidente Chiandotto ha illustrato al pubblico la struttura e il significato dell’opera: “…Le pietre che compongono la fontana sono i sassi del Meduna, gli elementi naturali della nostra terra. Ai lati sono disposte due panche perché chi vi si siede possa riflettere sul messaggio che essa esprime: “Acqua e sangue, sorgenti di vita” è l’iscrizione incisa sopra il Pellicano che meglio sintetizza il nostro pensiero e la nostra attività di donatori. Ciò rappresenta il monito e la speranza di coloro che hanno fatto del dono gratuito di sé, un bene prezioso per gli altri.”

Il presidente ha ringraziato, con un presente tutti coloro che hanno contribuito all’opera: Gabriele Moretto, Antonio Franchi, Franco Lenarduzzi, Benito Lenarduzzi, Flavio Tubello, Ginesio Romano, Giuseppe Avoledo, Egidio Violin, Gianfranco De Candido, Vittorio Drigo, Oreste e Valerio Bertoia, Juri Bortolin, il dottor Corrado Leon, l’ex assessore Ennio Midena.

Hanno preso la parola anche Ivo Baita e il sindaco dottor Michele Leon, il quale, al termine dei discorsi, ha tagliato il nastro tricolore, come prescrive lo specifico rituale d’inaugurazione.

La giornata è stata allietata dai canti del Coro di Domanins e da un rinfresco preparato in loco per l’occasione. I festeggiamenti si sono poi protratti allegramente fino a tarda sera.

I lavori di costruzione nel 2013

Il corteo dei labari parte dalla chiesa parrocchiale

Giunti alla piazza Indipendenza li aspetta il coro di Domanins

Pronti per il taglio del nastro . Da sinistra a destra: il sindaco Michele Leon, Ivo Baita, don Gianfranco Furlan, Gian Paolo Chiandotto, Monica Pancino

Il taglio del nastro del primo cittadino di San Giorgio della Richinvelda

Il pubblico di Domanins

Gian Paolo apre il rubinetto della fontana

Il discorso  del presidente Gian Paolo Chiandotto col quale comunica il fine e il messaggio dell’opera ringraziando coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione

Al termine della cerimonia un ricco e bel rinfresco è stato preparato sotto le betulle per tutti i volontari e i simpatizzanti. In primo piano a sinistra, il sindaco uscente Anna Maria Papais che ha patrocinato l’opera

Il Monumento ai donatori di sangue, il terzo nel paese dopo i monumenti ai caduti e all’emigrante,  inaugurato il 7 settembre 2013, è situato nelle aiuole della piazza Indipendenza in buona posizione e dirimpetto sulla provinciale. Simbolo del dono dl sangue ricorda l’identità del paese che da decenni si è dedicato a questo gesto nobile, alla solidarietà e allo stare assieme. 

Le altre iniziative

I mosaici dell’Ancòna: il Cristo che porta la Croce e l’Assunzione di Maria Vergine. Sono stati realizzati da volontari di Domanins nel maggio 2014

Il nuovo Babbo Natale con le api. Dopo tanti anni si rompe la tradizione e alla vigilia del Natale i nostri giovani scorazzano per le vie di Domanins con le api carro al posto dei muli o cavalli

la colazione al Sottosopra

Il 27 luglio 2014 Gian Paolo Chiandotto legge il suo ultimo discorso da presidente dell’A.F.D.S. Domanins. Il 13 marzo 2015 non si assumerà più la più alta carica dopo diciotto anni di attività. Sotto: depone la corona d’alloro al monumento ai caduti per la celebrazione del 4 novembre (domenica 2 novembre 2014)

Il nuovo statuto sociale

Nel 2014, la novità indubbiamente più rilevante è stata l’elaborazione del nuovo Statuto sociale. Il nuovo testo è stato dibattuto e approvato nell’assemblea ordinaria del 24 maggio e nell’assemblea straordinaria del 12 luglio tenuta a San Quirino.

Il Consiglio Direttivo Provinciale ha approvato il Regolamento del Gruppo Giovani A.F.D.S. PORDENONE nella riunione del 1° settembre svoltasi nella sede sociale di Spilimbergo di via Marconi, 16.

Lo statuto – il quarto dalla fondazione dell’A.F.D.S. Provincia di Pordenone – è stato modificato, regolando la vita dell’Associazione sotto tutti gli aspetti, comprendendo ben nove regolamenti allegati: Organizzativo; Elettorale; Donatori; Gruppo Giovani A.F.D.S. PORDENONE; Contabile; Rimborsi spese; Contributi alle sezioni; Gestione magazzino; Fondo Assistenza Donatori.

Lo Statuto 2014 è stato elaborato per caratterizzare in modo più specifico e dettagliato l’associazione quale sodalizio che “intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale” (art. 2, comma 1) ed è fatto ad esso “divieto a svolgere attività diverse” (art. 3, comma 11) che non siano quella indirizzate a “formare una coscienza trasfusionale” (art. 3, comma 1) e a “svolgere attività nel campo dell’educazione sanitaria, sociale e culturale a favore dei soci e della popolazione” (art. 3, comma 2). Il testo fa richiamo nelle disposizioni generali ai fondamenti legislativi e normativi dell’ordinamento statale e regionale, ossia alla Legge 266/91 sul volontariato, alla L.R. F.V.G. 23/2012, alla “Legge Sangue” 219/05 (art. 2, comma 4).

Lo Statuto 2014 rinnova l’A.F.D.S. PORDENONE per quanto riguarda la sua struttura associativa e la sua fisionomia giuridica e patrimoniale, per i requisiti che deve avere la figura del socio donatore e delle cariche sociali e per l’inserimento e la valorizzazione dei giovani donatori attraverso l’istituzione del Gruppo Giovani (art. 9) dotato di apposito Regolamento.

Il socio donatore dell’A.F.D.S. deve essere corretto e volenteroso non solo sotto il profilo sanitario ma anche sotto il profilo civile e penale. Esso deve ottemperare al suo dovere di donare il proprio sangue periodicamente e seguendo le indicazioni dell’Associazione (art. 6, comma 4, lettera c), a prestare la propria attività in modo personale, anonimo, volontario e gratuito (art. 3, comma 1 e art. 6, comma 4, lettera a) e a non sospendere ingiustificatamente la propria attività (art. 5, comma 7, lettera d). Il donatore deve altresì “mantenere un comportamento improntato alla correttezza e buona fede, lealtà e onestà verso gli altri associati e quanti a diverso titolo partecipano alla vita associativa, nonché all’esterno dell’Associazione” (art. 6, comma 4, lettera b) e comunque, a titolo generale, deve osservare le disposizioni statutarie e gli Organi sociali (art. 5, comma 7, lettera a). Il donatore deve rispondere alla chiamata che ha sempre carattere di necessità – sia motivata da bisogni immediati, sia frutto di una programmazione periodica – e pertanto “il donatore interpellato non può opporre rifiuto, salvo giustificati motivi […]”. (art. 1, Reg. Donatori, comma 5). Inoltre, i giustificati motivi sono soltanto due: per superamento dei limiti di età e per motivi sanitari (art. 4, commi 1 e 2, Reg. Donatori), perciò nessun altro motivo può giustificare la sospensione della donazione, come precedentemente potevano esserlo i motivi di assenza per lavoro. L’inattività del donatore di almeno due anni dall’ultimo prelievo comporta la sospensione ingiustificata (art. 1, comma 7, Reg. Donatori), oppure dopo la terza chiamata da parte dell’Associazione (art. 1, comma 6, Reg. Donatori). Il donatore che non si presenta alla donazione da almeno cinque anni senza giustificati motivi è considerato decaduto o cessato con provvedimento di esclusione da parte della Sede provinciale (art. 5, comma 5, Reg. Donatori).

Bilancio donazioni

2005   Donatori Attivi: 118                Donazioni totali: 199

2006   Donatori Attivi: 116                Donazioni totali: 180

2007   Donatori Attivi: 117                Donazioni totali: 207

2008   Donatori Attivi: 118                Donazioni totali: 209

2009   Donatori Attivi: 121               Donazioni totali: 194

2010   Donatori Attivi: 124               Donazioni totali: 199

2011   Donatori Attivi: 112               Donazioni totali: 163

2012   Donatori Attivi:  98                 Donazioni totali: 188

2013   Donatori Attivi: 110               Donazioni totali: 206

2014   Donatori Attivi: 110               Donazioni totali: 184

Benemerenze

Babuin Luciano A. donazioni 65 distintivo d’oro con fronde  2005
Venier Umberto donazioni 65 distintivo d’oro con fronde  2005
Col Gino donazioni 50 distintivo d’oro 2005
Avoledo Giuseppe donazioni 35 distintivo d’argento 2005
Del Zotto Miriam donazioni 35 distintivo d’argento 2005
Gri Barbara donazioni 25 distintivo d’argento 2005
De Candido Cristiano donazioni 20 distintivo di bronzo 2005
De Candido Paolo donazioni 20 distintivo di bronzo 2005
Galasso Fabio donazioni 20 distintivo di bronzo 2005
Infanti Rino donazioni 20 distintivo di bronzo 2005
Lenarduzzi Franco donazioni 20 distintivo di bronzo 2005
Pancino Aldo donazioni 20 distintivo di bronzo 2005
Coassin Lara donazioni 15 distintivo di bronzo 2005
Marcolina Fiorella donazioni 15 distintivo di bronzo 2005
Candido Claudio donazioni 10 diploma di benemerenza 2005
Lenarduzzi Simone donazioni 10 diploma di benemerenza 2005
Mema Admirim donazioni 10 diploma di benemerenza 2005
Sacilotto Roberto donazioni 10 diploma di benemerenza 2005
Pancino Elisa donazioni  8 diploma di benemerenza 2005
Conte Silvano donazioni 35 distintivo d’argento 2006
De Candido Gianfranco donazioni 35 distintivo d’argento 2006
Tommasini Ida donazioni 25 distintivo d’argento 2006
Gaiatto Moris donazioni 20 distintivo di bronzo 2006
Gei Paolo donazioni 20 distintivo di bronzo 2006
Montagner Luciano donazioni 20 distintivo di bronzo 2006
Dariol Maristella donazioni 15 distintivo di bronzo 2006
Conte Roberto donazioni 10 diploma di benemerenza 2006
Coppola Riccardo donazioni 10 diploma di benemerenza 2006
D’Andrea Bruno donazioni 10 diploma di benemerenza 2006
Fornasier Stefano donazioni 10 diploma di benemerenza 2006
Lenarduzzi Pedro donazioni 10 diploma di benemerenza 2006
Midena Ennio donazioni 10 diploma di benemerenza 2006
Vivan Michele donazioni 10 diploma di benemerenza 2006
Tonelli Ilaria donazioni   8 diploma di benemerenza 2006
Martini Valter donazioni 75 Targa d’argento con Pellicano d’oro 2007
Marchi Settimo donazioni 65 distintivo d’oro con fronde 2007
Venier Michele donazioni 35 distintivo d’argento 2007
Chiandotto Vannes donazioni 20 distintivo di bronzo 2007
Lenarduzzi Christian donazioni 20 distintivo di bronzo 2007
Lenarduzzi Damiano donazioni 20 distintivo di bronzo 2007
Tondat Michele donazioni 20 distintivo di bronzo 2007
De Candido Fausto donazioni 10 diploma di benemerenza 2007
De Paoli Marco donazioni 10 diploma di benemerenza 2007
Terrenzio Jarwuin E. donazioni 10 diploma di benemerenza 2007
Terrenzio Juan E. donazioni 10 diploma di benemerenza 2007
Tomasella Walter donazioni 10 diploma di benemerenza 2007
Piva Laura donazioni   8 diploma di benemerenza 2007
Col Gino donazioni 65 distintivo d’oro con fronde 2008
Bisutti Virgilio donazioni 50 distintivo d’oro 2008
Martini Rino donazioni 50 distintivo d’oro 2008
Polotto Elsa donazioni 40 distintivo d’oro 2008
Maniago Giuseppe donazioni 35 distintivo d’argento 2008
Moretto Gabriele donazioni 35 distintivo d’argento 2008
De Candido Claudio donazioni 20 distintivo di bronzo 2008
De Candido Fabio donazioni  20 distintivo di bronzo 2008
Destro Simone donazioni  20 distintivo di bronzo 2008
Lenarduzzi Fabio donazioni  20 distintivo di bronzo 2008
Malpaga Max donazioni 20 distintivo di bronzo 2008
Piasentin Franco donazioni 20 distintivo di bronzo 2008
Tondat Graziano donazioni 20 distintivo di bronzo 2008
De Candido Carmen donazioni 15 distintivo di bronzo 2008
De Candido Margarita donazioni 15 distintivo di bronzo 2008
Mazzucchin Natalina donazioni 15 distintivo di bronzo 2008
Tonelli Ilaria donazioni 15 distintivo di bronzo 2008
De Candido Daniele donazioni 10 diploma di benemerenza 2008
Lenarduzzi Gabriele donazioni 10 diploma di benemerenza 2008
Vittorelli Ugo donazioni 10 diploma di benemerenza 2008
Pancino Ferruccio donazioni 50 distintivo d’oro 2009
Manzon Rose donazioni 40 distintivo d’oro 2009
Tommasini Ida donazioni 40 distintivo d’oro 2009
Gaiatto Alex donazioni 35 distintivo d’argento 2009
Lenarduzzi Claudio donazioni 35  distintivo d’argento 2009
Martini Romeo    donazioni 35 distintivo d’argento 2009
Coassin Lara    donazioni 25 distintivo d’argento 2009
Lenarduzzi Fausto    donazioni 20 distintivo di bronzo 2009
Lenarduzzi Simone   donazioni 20 distintivo di bronzo 2009
Pizzato Stefano   donazioni 20 distintivo di bronzo 2009
Vivan Antonio   donazioni 20 distintivo di bronzo 2009
Duz Gianrico   donazioni 10 diploma di benemerenza 2009
Mantovani Mauro  donazioni 10 diploma di benemerenza 2009
Chiandotto Gian Paolo  donazioni 35 distintivo d’argento 2010
Lenarduzzi Franco  donazioni 35 distintivo d’argento 2010
Candido Claudio donazioni 20 distintivo di bronzo 2010
Conte Roberto donazioni 20 distintivo di bronzo 2010
De Paolo Marco donazioni 20 distintivo di bronzo 2010
Sacilotto Roberto donazioni 20 distintivo di bronzo 2010
Spanio Enrico T. donazioni 20   distintivo di bronzo 2010
Venier Loretta donazioni 15   distintivo di bronzo 2010
Pellegrin Stefano donazioni 10   diploma di benemerenza 2010
De Candido Gioia donazioni   8   diploma di benemerenza 2010
Moro Luigi donazioni 100  Goccia d’oro 2011
Marchi Settimo donazioni 80   Pellicano d’oro 2011
Manzon Rose donazioni 50   Pellicano d’argento 2011
Polotto Elsa donazioni 50   Pellicano d’argento 2011
Avoledo Giuseppe donazioni 50   distintivo d’oro 2011
Fabbro Armando donazioni 50   distintivo d’oro 2011
Infanti Rino donazioni 35   distintivo d’argento 2011
Pancino Aldo donazioni 35   distintivo d’argento 2011
Tesolin Renato donazioni 35   distintivo d’argento 2011
Tondat Michele donazioni 35   distintivo d’argento 2011
Tonelli Ilaria donazioni 25   distintivo d’argento 2011
Coppola Riccardo donazioni  20    distintivo di bronzo 2011
Basso Luca donazioni  10    diploma di benemerenza 2011
Cesaratto Alex donazioni  10   diploma di benemerenza 2011
D’Andrea Renzo donazioni  10   diploma di benemerenza 2011
De Candido Ivan donazioni  10   diploma di benemerenza 2011
Lenarduzzi Enrico donazioni  10   diploma di benemerenza 2011
Luchini Leonardo donazioni  10   diploma di benemerenza 2011
Venier Umberto donazioni  80   Pellicano d’oro 2012
Martini Rino donazioni  65   Pellicano d’argento 2012
Maniago Giuseppe donazioni  50   distintivo d’oro 2012
Venier Michele donazioni  50   distintivo d’oro 2012
De Candido Cristiano donazioni  35   distintivo d’argento 2012
Lenarduzzi Damiano donazioni  35   distintivo d’argento 2012
Soldai Giancarlo donazioni  35   distintivo d’argento 2012
De Candido Carmen donazioni  25   distintivo d’argento 2012
Diamante Oscar donazioni  20   distintivo di bronzo 2012
Lenarduzzi Gabriele donazioni  20   distintivo di bronzo 2012
Secchi Rosangela donazioni    8   diploma di benemerenza 2012
Martini Valter donazioni  100   Goccia d’oro 2013
Martini Romeo donazioni   50   distintivo d’oro 2013
Gri Barbara donazioni   40   distintivo d’oro 2013
De Candido Paolo donazioni   35   distintivo d’argento 2013
Luchini Andrea donazioni   35   distintivo d’argento 2013
Tondat Graziano donazioni   35   distintivo d’argento 2013
Tondat Stefano donazioni   35   distintivo d’argento 2013
Candido Enrich donazioni   20   distintivo di bronzo 2013
Terrenzio Juan E. donazioni   20   distintivo di bronzo 2013
Pancino Monica donazioni   15   distintivo di bronzo 2013
De Candido Stefano donazioni   10   diploma di benemerenza 2013
Ficco Vincenzo donazioni   10   diploma di benemerenza 2013
Kodan Marinela donazioni    8   diploma di benemerenza 2013
Trevisiol Cinzia donazioni    8   diploma di benemerenza 2013
Coassin Lara donazioni   40   distintivo d’oro 2014
Lenarduzzi Christian donazioni   35   distintivo d’argento 2014
Scandiuzzi Claudio donazioni   35   distintivo d’argento 2014
Gaiatto Christian donazioni   20   distintivo di bronzo 2014
Terrenzio Jarwuin E. donazioni   20   distintivo di bronzo 2014
Vittorelli Ugo donazioni   20   distintivo di bronzo 2014
Zonta Monica donazioni   15   distintivo di bronzo 2014
Gaiatto Andrea donazioni   10   diploma di benemerenza 2014
Lenarduzzi Cristiano donazioni   10   diploma di benemerenza 2014
Lenarduzzi Barbara L. donazioni    8   diploma di benemerenza 2014
Sacilotto Natascia donazioni    8   diploma di benemerenza 2014
Zamparutti Marta donazioni    8   diploma di benemerenza 2014